Attenzione
«In Italia la causa contro Carnival e Costa Crociere»
GROSSETO. Lunedì e martedì due nuove udienze del processo nei confronti di Francesco Schettino, imputato per il naufragio della Concordia del 13 gennaio 2012 nel quale morirono 32 passeggeri. Nel...
GROSSETO. Lunedì e martedì due nuove udienze del processo nei confronti di Francesco Schettino, imputato per il naufragio della Concordia del 13 gennaio 2012 nel quale morirono 32 passeggeri. Nel corso delle udienze saranno sentiti alcuni passeggeri e gli specialisti che li visitarono e li ebbero (o hanno ancora) in cura.
Alla vigilia dell’udienza giunge intanto notizia che la causa contro la Carnival instaurata a nome di due passeggeri americani sopravvissuti «non può essere risolta nella giurisdizione della corte federale di California, ma deve essere perseguita in Italia». Lo ha deciso il giudice Fernando M. Olgium, secondo quanto riferito dall'avvocato John Eaves, che assiste i due cittadini americani.
«Ritenendo la giurisdizione italiana competente, la decisione del giudice ci dà, per la prima volta, la possibilità di chiamare in giudizio in Italia sia Costa Crociere che Carnival», afferma una nota dello studio del legale. La decisione del giudice «prevede che Carnival debba accettare la giurisdizione italiana, provvedendo alla deposizione delle prove e degli interrogatori come previsto nel sistema legale americano. Questo significa che Carnival, per la prima volta deve produrre ogni atto richiesto e che i membri e i progettisti della compagnia, se richiesto, dovranno comparire davanti al giudice in Italia. Nel passato, Carnival si era sempre opposta ad un tale ordine». La decisione del giudice, continua il legale, implica che a rispondere nelle aule italiane siano sia Carnival che Costa. «Carnival e Costa provino pure a scappare ma non potranno nascondersi dalla legge», dicono gli avvocati che ora stanno «valutando le varie opzioni legali a disposizione, tra cui aderire ad un processo penale in Italia o avviare causa civile contro Carnival e Costa davanti a una corte in Italia».
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