Proteste
Alla Regione una poltrona per due
Liste Pd: si profila uno scontro Marras-Pinzuti per il consiglio della Toscana. Via libera per Bonifazi in Provincia
GROSSETO. Dopo un'animata riunione i primi di agosto, un successivo incontro Simiani-Pinzuti, questa settimana - conclusa la Festa dell'Unità - il Pd è tornato a riunirsi, più volte, per discutere di liste ed equilibri in vista del passaggio di consegne tra Marras e il nuovo presidente. Ma anche di possibili candidature per le elezioni regionali del marzo 2015.
Provincia. L'ufficialità è questione di ore. Sarà certamente il sindaco del capoluogo, Emilio Bonifazi, il presidente della nuova Provincia di Grosseto che uscirà dalle urne il 12 ottobre. Una soluzione che soddisfa tutti, con il vicesindaco del capoluogo Paolo Borghi che adesso avrà più libertà di manovra in municipio e potrà così gestire l'ultimo anno e mezzo prima del ritorno alle urne.
Giovedì sera la direzione provinciale del Pd ha dato il via libera a Bonifazi e partorito la lista dei dieci candidati a comporre il consiglio; sette - secondo una simulazione in cui si applica il criterio proporzionale - dovrebbero approdare nello scranno al primo piano di palazzo Aldobrandeschi, tre membri della nuova assise toccheranno invece alle minoranze.
Nella lista con simbolo Pd sono stati collocati il primo cittadino di Santa Fiora Federico Balocchi, i sindaci di Castiglione della Pescaia (Giancarlo Farnetani), Follonica (Andrea Benini), Gavorrano (Elisabetta Iacomelli) e Manciano (Marco Galli). Poi due consiglieri comunali del capoluogo: Pietro Migliaccio e la capogruppo Daniela Piandelaghi. Infine tre consiglieri di comuni minori: Romina Naldi di Campagnatico, Gian Luca Corbelli di Scansano e Simona Marianelli di Magliano in Toscana.
Regione. Nonostante ci siano ancora sei mesi di tempo, a Grosseto il dibattito in seno al partito di maggioranza verte soprattutto sui nomi che andranno a comporre il listino territoriale: quattro caselle vuote, due uomini e due donne, big che verranno collegati al ricandidato governatore Enrico Rossi e dovranno portare acqua al mulino sotto forma di preferenze personali. Alla fine ne passerà uno/a solo/a, ma anche per il secondo/a le prospettive potrebbero non essere malvage. E infatti queste caselle vuote non sono.
Tutt'altro. Una, certamente la occuperà Leonardo Marras, il presidente della Provincia di Grosseto, in procinto di lasciare il suo ufficio e l'affaccio su piazza Dante. Ci sono pochi dubbi sul fatto che un'ampia fetta del partito, sia a Firenze che in Maremma, lo voglia in pista. Poi c'è Barbara Pinzuti, il segretario provinciale del Pd. È lei, sulla carta, il vero avversario di Marras, seppure parta da una posizione di teorica minoranza. Ma è soprattutto sugli altri due posti che si discute. Almeno uno (ma in realtà vengono chiesti entrambi) lo pretende la componente dei cosiddetti renziani della prima ora, a cui fino a oggi sono toccate le briciole. Se il consigliere regionale uscente Lucia Matergi (in quota Cuperlo come la Pinzuti) dovesse accettare la ricandidatura sarà lei il secondo candidato rosa e in questo caso il gruppo Futuro Pd si troverebbe costretto a rimodulare il suo programma. Se invece salta la Matergi (per sua scelta, sia chiaro) allora potrebbe toccare a Valentina Culicchi. Il secondo maschietto, infine, è il vero pomo della discordia. I rumors non mancano: Saimo Biliotti, Massimo Alessandri, più probabile un outsider, per non fare ombra a Marras.
Scenari futuri. Sottovoce si vocifera che, una volta incassato il maggior numero di preferenze rispetto ai tre compagni inseriti nel listino, Marras possa essere chiamato da Enrico Rossi a fare l'assessore, a prendere cioè il posto che è stato, negli ultimi 9 anni, di Anna Rita Bramerini. Un'ipotesi all'oggi remota.
Fantapolitica. Ma vediamo cosa accadrebbe. In questo caso la seconda classificata andrebbe comunque a Firenze. E se la seconda classificata (e ripescata) fosse la Pinzuti il domino a ritroso innescherebbe le sue dimissioni da segretario provinciale e l'avvio di una fase che porterebbe i renziani a prendere il partito. Anche a Grosseto. Una sorta di allineamento astrale: tutti felici e contenti.
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