Sicurezza
La volontaria da Guinness: «Novant'anni, ma non mi fermo»
Da sempre è al servizio dei più bisognosi, ogni giovedì è alla Caritas. Attraversa la città in autobus per dare una mano alle persone in difficoltà
GROSSETO. Silvia il 18 settembre ha compiuto 90 anni ma non l'ha detto a nessuno. Come ogni giovedì che il Signore mette in terra (dal 1988 a oggi) è andata in viale Alfieri, alla Caritas Diocesana, a svolgere il suo compito. Poche parole e olio di gomito. Di chi stiamo parlando? Di una volontaria da guinness, che distribuisce il vestiario, pulisce i bagni e si rende disponibile ogni volta che le viene chiesto un piccolo sacrificio per chi ne ha bisogno. «Una volontaria attiva» - come ci tiene a precisare - da ben 26 anni, da quando a Grosseto si è costituita la Caritas. Una donna in gamba, autonoma al punto da poter offrire una parte di sé agli altri
Vive da sola Silvia Caselli. «Ogni giovedì - racconta il vicedirettore della Caritas Luca Grandi - prende l'autobus, attraversa mezza città e viene qui da noi a dare una mano. C'è davvero bisogno. Siamo pochi. Lei è encomiabile, commovente. Il suo rammarico? Non poter fare di più».
«Sì, sono ancora operativa, anche se ho lasciato la cucina e la mensa». Quando lo dice Silvia sorride, si schernisce. Un anno fa - in occasione dei 25 anni della Caritas Diocesana - il vescovo la premiò per l'attività svolta senza interruzione nel centro di accoglienza maremmano.
Il centro di accoglienza è sorto a Grosseto ufficialmente il 9 ottobre 1988 e già in quel mese di ottobre di 26 anni fa Silvia Caselli svolse le prime ore di volontariato al fianco di padre Fernando Coletta. «All'inizio - sono parole di Silvia - erano poche, una diecina, le persone che si presentavano, ma già alla fine del primo mese i pasti distribuiti furono un centinaio».
«L’esempio che ci offre Silvia _ dice il vescovo Rodolfo Cetoloni _ è bellissimo. E a lei e agli altri volontari va il ringraziamento della Chiesa di Grosseto, perché attraverso la loro instancabile opera quotidiana portano prima di tutto amore senza misura, così alto che nessuno può restarne escluso e capace di scendere così in basso da raccogliere le ferite e il grido di dolore di tanti nostri fratelli. Nel caso di Silvia volontaria novantenne questo impegno così importante, verso gli ultimi, vive in lei da ben 26 anni. Un doppio marchio di straordinarietà».
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