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La panchina si trasforma in un’edicola

La panchina si trasforma in un’edicola

A Campese non si trovano i quotidiani: ci pensa un ristoratore di Castello a far leggere i turisti

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ISOLA DEL GIGLIO. «Al Campese non si trova un quotidiano e la gente non sa come leggere le ultime notizie? Ci penso io: vado al Castello, compro tre o quattro copie dei giornali principali, torno e li sistemo su una panchina in piazza, così chiunque può sfogliarli, ovviamente senza portarseli via». Questo il ragionamento che ha fatto, e subito messo in pratica, ieri, Fabrizio Mattera, ristoratore isolano che ben conosce il valore della cultura come ottimo volano del turismo, specialmente di quello destagionalizzato. È nata così la "panchina- edicola", unica, forse, in tutta Italia e simbolo di quell'Italia che si arrangia, che pone qualsiasi pezza alla crisi che strozza gli imprenditori e che fa chiudere gli esercizi commerciali. Sì, perché i guai per i lettori gigliesi sono nati la scorsa primavera con la chiusura dell'edicola del Castello. «Troppi costi, pochi ricavi», questa la disarmante giustificazione del proprietario mentre abbassava per l'ultima volta la saracinesca. E a niente sono valse le proteste e le preghiere dei cittadini, né la lettera inviata al sindaco Sergio Ortelli dal maestro Uto Ughi che il Giglio lo frequenta e lo ama. Se in tutti questi mesi, l'isola del Giglio non è rimasta senza l'ombra di un quotidiano il merito è stato dell'associazione Il Castello e del miracolo che ha compiuto, come lo definisce il sindaco Ortelli, incaricandosi di distribuire i giornali. Un miracolo che adesso serviva anche al Campese. È infatti di pochi giorni fa la lettera inviata a GiglioNews da una turista, Marina Tagliati che, tra le altre considerazioni, si pone una domanda: «forse i vacanzieri di settembre sono turisti di serie B per il Giglio? A volte anche piccole cose fanno riflettere sulla opportunità di tornare a trascorrere le ferie sull’isola che, pur bellissima, in termini di costi e di servizi offerti non appare in realtà una meta così appetibile». Parole forti che hanno fatto il paio con quelle del consigliere di minoranza, Stefano Feri, secondo il quale «basterebbe capire che almeno fino alla fine di settembre (cantine comprese), periodo in cui l'isola spera ancora di fare turismo, i servizi devono funzionare, anche se costa qualcosa». E che hanno acceso la proverbiale lampadina nell'intraprendente Fabrizio Mattera. Da ieri, e chissà per quanto tempo, il ristoratore va al Castello, acquista i giornali e li offre alla pubblica lettura. Un sacrificio che fa volentieri, con orgoglio come si legge tra le lettere di quella frase "Qui li offro io in piazza da oggi", postata sulla pagina di Facebook che ospita questa discussione. Ed il commento che la segue - «grande Fabri» - messo da un turista di Milano, la dice lunga su come la gente, locale e non sta apprezzando l'iniziativa di Mattera.

Paola Tana

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