La manifestazione
L’orso è stato ucciso da una fucilata
GROSSETO. Non è stato avvelenato. Qualcuno gli ha sparato. È morto così l’orso ritrovato il 12 settembre senza vita in Abruzzo. La carcassa era stata portata martedì a Grosseto per essere sottoposta...
GROSSETO. Non è stato avvelenato. Qualcuno gli ha sparato. È morto così l’orso ritrovato il 12 settembre senza vita in Abruzzo. La carcassa era stata portata martedì a Grosseto per essere sottoposta a necroscopia all’Istituto zooprofilattico, centro di riferimento nazionale per la veterinaria forense. E l’esito dell’esame, trasmesso alla procura di Sulmona che sta indagando sul caso e che ha aperto un fascicolo contro ignoti, è stato sconcertante.
Perché se l’avvelenamento – la primissima ipotesi sulla morte – potrebbe anche avvenire in modo involontario (sempre con molte perplessità), è impossibile pensare che il proiettile di un fucile finisca “per caso” nel corpo di un orso.
Proprio un proiettile è quello che i veterinari dell’istituto zooprofilattico hanno trovato nell’intestino del plantigrado. Il colpo sarebbe partito a circa 30 metri di distanza ma non l’avrebbe ucciso subito. Gli ha probabilmente causato una peritonite e quindi un’infezione che lo ha portato alla morte. Una morte lenta, dunque, compatibile con l’avvistamento fatto la sera prima dell’orso nei pressi di un cimitero della zona – dove l’animale è poi morto – e con il filmato girato poco prima da un giovane del posto.
Il corpo forestale dell’Aquila che conduce le indagini ha avviato dei controlli per risalire all’arma e al suo possessore.
Intanto gli animalisti insorgono. La Lav ha chiesto al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, di disporre per domenica «come misura di sicurezza pubblica», il blocco dell’apertura della stagione di caccia. (f.f.)
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