Il dolore
L’agenda rossa sventola in piazza
Attivisti sotto la prefettura per sostenere il maresciallo Saverio Masi
GROSSETO. L’hanno sventolata con il sorriso sulle labbra la loro “agenda rossa”, il libro dossier che – nel nome e nella memoria di Paolo Borsellino, ricostruisce un’altra possibile verità dietro le stragi di Capaci e di via d’Amelio e soprattutto dietro quella pagina oscura della storia d’Italia che passa sotto il nome di trattativa Stato-mafia. E lo hanno fatto davanti all’edificio simbolo della presenza dello Stato nel territorio, la prefettura di Grosseto, per testimoniare non tanto una volontà di sfida quanto un desiderio di ascolto e di giustizia.
Così ieri pomeriggio una trentina di persone – attivisti e attiviste del Movimento Agende Rosse e del Gruppo Emanuela Loi di Grosseto, col sostegno del Movimento 5 Stelle _ ha manifestato il proprio sostegno e la propria vicinanza a Saverio Masi. Masi, maresciallo e caposcorta del magistrato antimafia Nino Di Matteo, dopo una carriera ricca di encomi sul fronte della lotta alla criminalità organizzata ha denunciato i suoi superiori. Mettendo a verbale come gli fosse stato impedito di catturare Provenzano nel 2001 e Matteo Messina Denaro nel 2004.
«Questo atto di responsabilità – scrivono gli attivisti di Agende Rosse – Masi lo sta pagando a caro prezzo. Dal 2008 subisce ogni tipo di vessazione, dall’eliminazione del reparto investigativo fino al processo per una multa presa in servizio, di cui il 30 ottobre ci sarà la sentenza in Cassazione». E proprio in vista di quella sentenza le Agende Rosse ieri si sono mobilitate a Grosseto e in altre 15 città italiane, con uno slogan chiaro: «Io sto con chi ancora combatte la mafia. Io sto con chi pretende giustiza e verità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
