Toscana
Dal rilancio del bacino di gesso ai timori I cittadini ora chiedono un consiglio aperto
Il Comune di Roccastrada ha avviato un procedimento di variante al piano strutturale, presentato in consiglio comunale il 3 luglio scorso davanti a centinaia di persone. L’antefatto. Nei primi mesi...
Il Comune di Roccastrada ha avviato un procedimento di variante al piano strutturale, presentato in consiglio comunale il 3 luglio scorso davanti a centinaia di persone. L’antefatto. Nei primi mesi del 2013 Provincia di Grosseto e Comune di Roccastrada firmarono un protocollo d'intesa sul rilancio del bacino del gesso (un centinaio di addetti e un ampio indotto). L’obiettivo dell’accordo istituzionale era ed è quello di permettere la realizzazione di un impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili - biomasse vegetali - così da ridurre i consumi (e costi) per le industrie collegate alle cave e renderle autosufficienti. Il presente. L’obiettivo è quello di individuare all’interno delle cave di gesso (in località Tamburino, sotto Roccastrada) un’area per realizzare una centrale a biomasse di circa 5 Megawatt. In paese e nelle frazioni collinari c’è preoccupazione. I cittadini, già nel corso dell’estate, hanno iniziato a informarsi su cosa sia una centrale a biomasse, cosa bruci e cosa potrebbe bruciare in futuro, se è davvero sostenibile e rinnovabile. Sono emersi così dubbi e interrogativi. L’immediato futuro. Il Comitato ha deciso, contestualmente alla raccolta firme e all’organizzazione di un convegno con la presenza di esperti, di chiedere a Limatola un consiglio comunale tematico aperto. Simonetta Baccetti si è dichiarata disponibile a fare la richiesta come consigliere di opposizione. (g.b.)
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