Il dolore
Area ex Molendi, il Comune boccia l’idea acquisizione
La proposta di chiudere il caso arrivava dalla minoranza Un contenzioso che va avanti dagli anni Novanta
MASSA MARITTIMA. L'amministrazione massetana non accetta la proposta dell'opposizione sul caso ex Molendi.
I consiglieri della civica Massa Comune avevano ipotizzato l'acquisizione della cosiddetta “Porta urbana cittadina”, per risolvere una volta per tutte la questione che vede il municipio impegnato in una causa con la società Porta al Salnitro, per la risoluzione di un contratto risalente agli anni Novanta che prevedeva la riqualificazione dell'area ai piedi della cattedrale di San Cerbone. Quell'area a giudizio dell'opposizione non può più essere nello stato in cui si trova, serve sistemarla e renderla un ingresso degno della città del Balestro.
La storia è conosciuta da tutti i massetani: era la fine degli anni Novanta appunto quando l'allora amministrazione prese accordi con la società Molendi (poi divenuta Porta al Salnitro) per il restyling della zona ai piedi della cattedrale di San Cerbone. Porta al Salnitro avrebbe recuperato le volumetrie di un capannone in abbandono di sua proprietà (circa 2100 metri cubi) per destinarle ad uso commerciale e il municipio avrebbe realizzato un parcheggio interrato. Le proteste e il timore che potesse essere danneggiata la staticità del duomo bloccarono il piano: il Comune nel 2000 siglò un accordo di transazione con Porta al Salnitro, la società proprietaria della superficie, avrebbe potuto costruire le sue volumetrie e il Comune avrebbe pagato 200 milioni di lire per la realizzazione di quella “base di appoggio” su cui edificare, venuta a mancare con lo stop al parking sotterraneo. Ma la società non costruì e nel 2003 presentò una proposta per una nuova ipotesi di transazione, che il Comune rifiutò ritenendola svantaggiosa per l’interesse pubblico. Da qui il ricorso al Tar che nella primavera del 2012 dette ragione all'impresa stabilendo che venisse risarcita per il danno subito dall'ente pubblico: la società chiedeva un milione di euro, il Comune ne voleva dare 670mila euro. Nessun accordo e quindi si è passati al Consiglio di Stato che per ora ha sospeso il procedimento in attesa di un suo giudizio.
Ecco che si arriva alla proposta di Massa Comune per chiudere la questione. «Sia intrapreso, con la doverosa sollecitudine, ogni ulteriore opportuno rapporto con la società Porta al Salnitro, affinché, ricorrendone il caso, sia possibile valutare correttamente l’opportunità dell’eventuale acquisizione di ogni titolo su tale area». Opzione non accettata dalla maggioranza. «E’ stato palese un continuo arrampicamento agli specchi – spiega il capo gruppo Fiorenzo Borelli – per osteggiare le mozioni senza riuscire a dare spiegazioni convincenti. Io non sono un politico né intendo somigliargli e come tale mi trovo a rendermi conto direttamente come il mondo dei politici sia fatto solo e soltanto di acrobazie dialettiche per imporre la propria volontà scavalcando ogni interesse pubblico. Se avessimo discusso quei temi in un consiglio di una società privata, saremmo approdati sicuramente ad una approvazione».
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