Il Tirreno

Grosseto

Il legale della donna VITTIMA Dell’alluvione 2012

«Ingiusta l’archiviazione per la morte di Lina»

«Ingiusta l’archiviazione per la morte di Lina»

ALBINIA. «Proporremo immediatamente opposizione alla richiesta di archiviazione». E' la posizione di Matteo Mittica, legale, insieme all'avvocato Lucia Biagi, di Aldo Pampanini figlio di Lina...

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ALBINIA. «Proporremo immediatamente opposizione alla richiesta di archiviazione». E' la posizione di Matteo Mittica, legale, insieme all'avvocato Lucia Biagi, di Aldo Pampanini figlio di Lina Balocchi, la donna morta, all'ospedale di Grosseto, a quasi due mesi di distanza dall'alluvione di Albinia 2012. San Martino. L'archiviazione è quella richiesta dal pubblico ministero Alessandro Leopizzi in merito alle responsabilità della morte delle sei vittime. «Riteniamo l'archiviazione ingiusta – continua Mittica – e proporremo al pubblico ministero altre strade da percorrere per trovare prove concrete a carico dei responsabili. Siamo certi che la Procura come sempre, svolgerà il suo lavoro in maniera scrupolosa».

L'avvocato orbetellano ha piena fiducia nella Procura ma allo stesso tempo è convinto che «ci siano enormi responsabilità per quello che è avvenuto. La Procura si è trovata a svolgere un lavoro delicatissimo e difficile ma sono rimasto perplesso e assolutamente insoddisfatto». Mittica ritiene che all'intera popolazione e alle famiglie delle vittime debbano essere date delle spiegazioni del motivo per il quale durante il tragitto da Albinia sino al punto in cui la donna fu investita dall’onda di piena non fu riscontrato alcun segnale o avviso di sorta che impedisse di proseguire sulla strada Regionale 74.

«L'auto di Aldo Pampanini - dice - non incontrò nessuno che sconsigliasse quel percorso o che avvertisse dell’imminente pericolo, né furono incontrati mezzi di soccorso o di autorità pubbliche: tutto era assolutamente normale». Ricordiamo che Pampanini la mattina del 12, insieme alla madre, si stava recando a lavoro al distributore di Marsiliana quando la sua auto, in prossimità dell'incrocio con la strada del Priorato, venne travolta dall'ondata di piena. L'uomo riuscì a uscire dall'auto che si stava riempiendo di fango e acqua in virtù di un dispositivo automatico che fa aprire la vettura quando rileva mancanza d'aria; la donna, invece, rimase sott'acqua e dopo un periodo in ospedale entrò in coma fino al giorno del suo decesso. Secondo l'avvocato Mittica la mattina del 12 novembre solo per un miracolo non ci fu una strage. Mittica ha fatto presente il suo disappunto per la richiesta di archiviazione anche sul social netwok Facebook e fra i commenti c'è anche quello della nipote di una delle vittime del 12. Secondo Paola, infatti, «almeno la morte di Lina poteva essere evitata chiudendo al traffico proprio la strada che portava a Marsilina». Mittica, però, è tutt'altro che rassegnato: «Non mi arrendo, sono deciso a combattere fino in fondo per appurarlo perché ci sono persone che hanno perso la vita e altre che se pur vive hanno perso tutto quello che rappresentava il loro vivere».

Ivana Agostini

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