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Dalla disobbedienza fiscale alla mozione dei 5 Stelle

Dalla disobbedienza fiscale alla mozione dei 5 Stelle

GROSSETO. Nella battaglia di Daniela Fregosi anche i numeri sono importanti e i numeri dicono che la Rete sta dando ragione ad Afrodite k. La petizione sulla piattaforma Change.org che ha trasformato...

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Nella battaglia di Daniela Fregosi anche i numeri sono importanti e i numeri dicono che la Rete sta dando ragione ad Afrodite k. La petizione sulla piattaforma Change.org che ha trasformato la professionista grossetana nella testimonial delle partite Iva ha superato proprio in questi giorni le 48mila adesioni per cui l’obiettivo delle 50mila firme, che all’inizio poteva sembrare ambizioso, è praticamente a portata di mano (e di clic). E sono molti anche quelli che oltre a firmare hanno deciso di dare un contributo concreto alla causa di Daniela. L’associazione Acta ha infatti lanciato a luglio una campagna di crowdfunding sul sito http://www.buonacausa.org/cause/per-equa-tutela-nella-malattia. La decisione (sofferta) da parte di Daniela di intraprendere la strada della dissobbedienza fiscale non è infatti senza conseguenze, e Daniela lo sapeva bene quando l’ha presa. «Sono arrivata al paradosso – dice Daniela – per cui riesco tutto sommato a gestire la malattia ma ciò che proprio non mi fa dormire la notte è il pensiero della sopravvivenza materiale. D’altronde essermi così esposta con la mia storia ha avuto un riflesso negativo sul mio lavoro ma l’avevo in qualche modo previsto». La raccolta promossa da Acta sfiorava ieri pomeriggio i 3mila euro (obiettivo minimo 5mila euro) con 106 donatori da tutta Italia. Ed è sempre di ieri la notizia che giovedì prossimo sarà esaminato dalla prima commissione consiliare del consiglio comunale di Grosseto l’ordine del giorno “Diritti e tutela per i lavoratori autonomi colpiti da malattia grave o prolungata” presentato dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Giacomo Gori. Un testo elaborato dai Cinque Stelle insieme alla Fregosi e che ha visto anche l’adesione del Centro Donna di Grosseto. Un passo in più dunque perché dal livello locale possa partire la pressione su Parlamento e Governo a intervenire su questa materia. (s.l.)

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