Il dolore
Abusi su un’atleta Chiesto il processo per due istruttori
Gli episodi sarebbero avvenuti durante un camp a Orbetello La ragazzina aveva 14 anni, presto l’udienza preliminare
GROSSETO. La Procura della repubblica ha chiesto il processo per due istruttori e dirigenti di una società sportiva con sede nel territorio di San Miniato (Pisa) per i presunti abusi che sarebbero stati commessi su una allieva, all’epoca dei fatti minorenne (aveva quattordici anni), nel corso di un camp sportivo avvenuto in provincia di Grosseto, nella zona di Orbetello.
Il sostituto procuratore Maria Navarro chiede al gip Marco Bilisari di valutare la sussistenza degli indizi di colpevolezza per quanto accaduto nel corso di una competizione estiva avvenuta nel 2011. Atti sessuali con minorenne, per uno dei due indagati, e atti osceni in luogo pubblico, per l’altro, le ipotesi di reato formulate dal pubblico ministero. L’accusa relativa agli atti sessuali è quella che riguarda i minori di sedici anni, quando questi siano stati affidati a persona che abbia ragioni di cura, educazione, istruzione, vigilanza o custodia. La richiesta risale già a qualche settimana fa, ma la notizia si è appresa solamente ieri. L’udienza preliminare potrebbe tenersi già a novembre.
Il fascicolo era stato aperto alla fine del 2012 dopo una segnalazione partita da un sanitario, che aveva avuto modo di vedere la ragazzina. E da quella segnalazione inviata alla magistratura era stato poi costruito il fascicolo, con alcune delle sommarie informazioni raccolti tra i possibili testimoni dai carabinieri della sezione di pg del a Procura.
L’episodio sarebbe avvenuto al termine di una giornata di allenamenti-gare (il camp era articolato in più giorni). Nel ritornare in camera, la ragazzina sarebbe stata prima baciata e poi denudata da uno dei due (da qui l’ipotesi degli atti osceni) e poi costretta dall’altro a un rapporto sessuale completo.
Giusto un anno fa, si era svolto un incidente probatorio, cioè un’anticipazione del dibattimento, necessario alla magistratura per comprendere quale elementi vi fossero per portare avanti l’azione penale. Di fronte al giudice delle indagini preliminari, con le garanzie previste da casi di questo genere, erano state sentiti alcuni testimoni, molti dei quali minorenni, perché compagni della ragazzina. L’episodio denunciato non avrebbe avuto testimoni diretti. Ma rilette le trascrizioni e tutto il complesso degli atti di indagine, valutata l’attendibilità delle parole della parte offesa e le risultanze cliniche, il sostituto si è convinta della possibile responsabilità dei due istruttori e ha chiesto di tenere un processo. L’inchiesta aveva avuto risonanza a San Miniato, tanto da portare a dimissioni e spaccature nel consiglio societario.
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