Il Tirreno

Grosseto

Verso la mobilitazione per il Sant’Andrea

Verso la mobilitazione per il Sant’Andrea

Cresce la protesta sul trasferimento della Pneumologia. Accuse all’Asl da Verruzzi e dallo Spi-Cgil

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MASSA MARITTIMA. Montieri e il sindacato dalla parte dell'ospedale Sant'Andrea di Massa Marittima, la tutela del servizio sanitario deve essere al primo posto per non perdere un presidio importante. Non smette di far discutere la delibera dell'Asl 9 sulla Pneumologia, ora si mobilitano anche l'amministrazione montierina e lo Spi-Cgil, che a gran voce chiedono un incontro di tutti gli enti coinvolti per fare chiarezza e difendere la struttura ospedaliera.

Da Montieri il sindaco Nicola Verruzzi si dice pronto a una mobilitazione per tutelare il Sant'Andrea. «Difenderne l’esistenza e soprattutto la qualità, quantità ed efficienza delle prestazioni e dei servizi resi rappresenta, in termini di qualità della vita, la differenza tra un’area montana, come quella del nord delle Colline Metallifere – spiega Verruzzi – proiettata verso il futuro e attenta alle esigenze dei suoi cittadini e una fetta di territorio provinciale destinata allo spopolamento ed alla marginalizzazione. Dequalificare l’Unità operativa complessa di Pneumologia significa ineluttabilmente depotenziare l’intero presidio ospedaliero». Per questo l'amministrazione si dissocia dalla delibera in questione chiedendo una riflessione da parte di tutti affinché gli enti locali siano al primo posto in scelte che riguardano la salute.

Anche i pensionati della Cgil scendono in campo per il Sant'Andrea, chiedendo che venga convocata al più presto una riunione tra amministrazioni, sindacati e Asl. L'associazione domanda poi che fine abbia fatto la delibera del 2012 con la quale si dettavano gli indirizzi alle aziende sanitarie per il riordino del sistema regionale. «Ci sembrava di aver capito che le due cose dovessero andare di pari passo, tanto che sono stati firmati patti territoriali – dicono dallo Spi – L’ultimo se non sbagliamo nel luglio 2013, nel quale furono concordate e sottoscritte scelte di politica sanitaria per le Colline Metallifere che riguardavano sia l’ospedale sia il territorio, condivise da tutte le istituzioni e dall’assessore alla sanità Marroni. Oggi ci chiediamo quanto di quella delibera sia stato realizzato sul territorio. Dove siano le declamate Case della salute, con i loro nuovi modelli organizzativi territoriali: la risposta che ci diamo è che sono rimaste sulla carta dei documenti della Asl 9».

In mancanza di tutto ciò che doveva essere fatto, per lo Spi Cgil è d’obbligo mantenere un ospedale, che sia efficiente e adeguato ai bisogni di un territorio dove le uniche risposte sanitarie sono quelle ospedaliere: da qui la richiesta di un incontro con tutte le realtà coinvolte per non permettere il declassamento della struttura massetana.(p.v.)

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