La manifestazione
Polemica sulla festa delle cantine
Pitigliano, il sociologo Sbarbada contro la kermesse: «Basta promuovere l’alcol». Il sindaco: «È un evento per famiglie»
PITIGLIANO. Festa paesana nel segno del nettare di Bacco o girone dantesco con ubriachi molesti per strada? Manifestazione di musica e calici o bolgia ad alto tasso di alcol, musica assordante, vomito e sesso per le strade?
Scoppia la polemica su Settembre divino, la festa delle cantine che si è svolta dal 4 al 7 settembre nella città del tufo e che ha richiamato dalle 10mila alle 12mila persone. Il j’accuse arriva dal sociologo Alessandro Sbarbada, autore con Enrico Baraldi di “Vino e bufale” e “La casta del vino” (della casa editrice pitiglianese Stampa Alternativa), fermo oppositore del consumo di alcol e paladino della battaglia contro la disinformazione sul mondo degli alcolici.
All’indomani della quattro giorni di festa, Sbarbada ha raccolto alcune testimonianze di persone che vi hanno partecipato, tra le quali quella del suo editore, Marcello Baraghini – che ha portato il caso su Facebook innestando un dibattito – e ha visionato foto e video delle serate rimanendone allibito. Ha così deciso di inviare un’interrogazione al sindaco di Pitigliano, al questore, al prefetto e ad altre istituzioni e giornali.
Due le critiche mosse: una sull’ordine pubblico e la sorveglianza e l’altra di tipo culturale. «Corrisponde al vero che bevande alcoliche sono state vendute a minori di 18 e anche 16 anni, ragazzini evidentemente giovanissimi cui nessun esercente si sarebbe guardato dal chiedere un documento di identità?», chiede il sociologo. «Corrisponde al vero che alcuni locali hanno somministrato vere e proprie bombe alcoliche, con gin e vodka, a minorenni?».
Sbarbata contesta anche la musica sparata a tutto volume «in disprezzo alla storia, alla memoria, alla bellezza e alla cultura di Pitigliano» e vuole vederci chiaro anche su bande di ragazzi ubriachi che avrebbero girato per il paese aggredendo i passanti, su persone in preda ai fumi dell’alcol riverse per terra nel loro vomito, addirittura su «episodi di sesso all’aperto davanti a portoni» e «vandalismi ai danni dei negozi». Allega la foto di una ragazza che si toglie la maglietta e resta a seno nudo davanti a una platea che alza le mani, lamenta poche forze dell’ordine all’opera e chiede in quanti sono risultati positivi all’alcol test.
Forse più grave ancora, Sbarbada denuncia la presenza di bambini – ritratti in foto e nel video realizzato dagli stessi organizzatori – in situazioni ben poco educative: un piccolo in braccio a un uomo che impugna un pappagallo per degenti usato a mo’ di calice da vino e una bambina “affacciata” in un cartellone, realizzato dalla cantina Pistoni roventi, in cui si inneggia alla sbronza. Un contesto agli antipodi di una cultura che dovrebbe mettere in guardia i più piccoli dai danni legati all’assunzione di alcol in una provincia, quella di Grosseto, al primo posto in Toscana per numero di minori che sbronzano. «Quando la capiremo che la prima prevenzione ai problemi alcolcorrelati è smettere di promuovere le bevande alcoliche, per contrastare la cultura che associa il divertimento al bere?», conclude.
Le forze dell’ordine smentiscono che si siano verificati episodi del genere (vedi box). Il presidente dell’associazione Cantine nel tufo, Alessio Celata, raggiunto dal Tirreno, non ha voluto commentare. Lo hanno fatto invece il sindaco e il vicesindaco di Pitigliano; il Comune ha infatti partecipato mettendo a disposizione bagni, raccolta differenziata e pulizia. «Se ci sono stati degli eccessi, cosa che non ci hanno segnalato, vanno denunciati», spiega il sindaco Pier Luigi Camilli. «Il messaggio delle cantine è: non sballatevi, ma venite a gustare i nostri prodotti».
Quanto alle foto dei bambini, Camilli spiega che «certo, danno fastidio. Ma lì il problema è dei genitori che non avrebbero dovuto coinvolgerli in quel modo. La festa delle cantine è una festa per le famiglie; di quattro giorni, solo il sabato c’è preponderanza di giovani. Quest’anno ci sono state oltre 10mila persone in paese. Se le dimensioni dell’evento sono diventate grandi per il paese e dobbiamo correggere qualcosa, lo faremo. Sto infatti raccogliendo suggerimenti. Ma ho fiducia nell’associazione».
Il vicesindaco Melania Renaioli risponde punto per punto al sociologo. «Non è vero che è stato venduto alcol ai minori – spiega – e se qualcuno lo ha visto fare avrebbe dovuto denunciarlo. Se non lo ha fatto, ha fatto malissimo. Per la musica, c’era soprattutto liscio e piano bar. Solo i Pistoni roventi mettono musica da discoteca». E gli ubriachi molesti, il sesso per strada, le bande di ragazzini? «Ma che è? Un film di Tarantino? Sono d’accordo con il dato oggettivo dei problemi legati all’alcol. Ma a questa festa è stato dato un risvolto sociologico che non ha».
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