Il Tirreno

Grosseto

Comune e Terme contro la geotermia vicino a Saturnia

di Francesca Ferri e Ivana Agostini ; di Francesca Ferri e Ivana Agostini
Comune e Terme contro la geotermia vicino a Saturnia

Anche l’ente e il lussuoso resort presentano osservazioni L’assessore Camillo: «Per noi sarebbe un suicidio»

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di Francesca Ferri

e Ivana Agostini

MANCIANO

Fronte compatto, a Manciano, contro il progetto di sfruttamento geotermico “Macchia Casella” nella zona di Saturnia della società milanese Vera Engineering. All’indomani della denuncia del comitato Beni comuni, che non vuole un impianto geotermico in zona perché teme che le perforazioni possano far finire il fluido geotermico – composto anche da sostanze inquinanti – nella preziosissima falda di acqua termale, risorsa principe della zona, anche il Comune dichiara la propria opposizione al progetto. E le Terme di Saturnia mettono le mani avanti.

«Dal punto di vista filosofico uno dei fondamenti di questa amministrazione è la contrarietà al consumo di territorio», spiega l’assessore all’Ambiente Antonio Camillo. «Quindi per noi – prosegue – lo sviluppo deve essere quello dell’argricoltura e turismo e tutti gli sforzi vanno in questa direzione. Il nostro parere su un eventuale impianto geotermico perciò è negativo».

La società ha presentato in Regione la richiesta per fare ricerche superficiali. «Il Comune è stato avvisato venti giorni fa – spiega Camillo – e ha analizzato i documenti e presentato le proprie osservazioni alla Regione (così come ha fatto anche il comitato, ndr). Secondo questa fase propedeutica le ispezioni sono superficiali ma noi abbiamo chiesto delle integrazioni perché gli studi prodotti dalla società sono a nostro avviso insufficienti a tutelare le falde idrotermali».

In una fase più avanzata di ricerca la Vera Engineering prevede pozzetti termostatici fino a 100 metri e un pozzo esplorativo a 2mila metri. «Sarebbe suicida da parte nostra concedere lo sfruttamento geotermico in una zona tanto preziosa per le risorse termali. Siamo comunque confortati dai nostri strumenti urbanistici che ci definiscono comune non vocato alla geotermia».

L’assessore non nasconde di cullare buone speranze di convincere la Regione a negare il permesso di ricerca. «Nella richiesta di carotaggi per la ricerca di antimonio da parte di una società canadese qualche tempo fa – spiega – esprimemmo un parere negativo simile a quello presentato oggi. E la Regione ci ha ascoltati».

Il Comune di Manciano non è però solo. Anche le Terme di Saturnia, il lussuoso resort che sorge nel cuore della fonte termale di Saturnia, ha presentato le proprie osservazioni. Lo conferma Piergiorgio Calcaterra direttore sanitario delle Terme di Saturnia, anche se i toni sono meno duri. «Come nostro diritto – spiega – abbiamo presentato delle osservazioni alla Regione e ai comuni limitrofi. Non vogliono dire altro che: attenzione, voi state facendo ricerca di geotermia all’interno di un territorio che ha una falda termale riconosciuta sopra la quale sono coesistenti la concessione mineraria di Terme di Saturnia, la concessione mineraria di Ghezzi, un permesso di ricerca della fattoria Pianetti».

Quando farà delle perforazioni, insomma, la Vega Engineering deve sapere che troverà un’acqua che non è acqua qualunque. «Chi darà le concessioni – continua – darà anche le prescrizioni e dirà come agire per non arrecare danno facendo ottenere all’azienda comunque il suo risultato».

Il direttore sanitario spiega che l’invio delle osservazioni è cosa di routine. «Ogni volta che sul Burt leggiamo che vi è in atto un permesso di ricerca o una Via inerente progetti di tale genere vicini a noi abbiamo sempre mandato delle note come prevede la normativa affinché gli organi competenti ne potessero prendere visione. Se non lo facessimo dopo non avremmo più diritto di dire nulla. Cerchiamo di stare attenti ai progetti per delle perforazioni per la tutela della nostra concessione e della stessa falda».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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