Proteste
Asl, nove mesi per fare una risonanza
Migliorano i tempi per diverse visite ed esami, ma le liste d’attesa sono ancora lunghissime per molte prestazioni
GROSSETO. Interminabili liste d’attesa, l’Asl corre ai ripari: ecco il piano per una sanità più snella. Sì, perché far fronte in tempi rapidi alle esigenze dei pazienti non è cosa da poco e l’azienda ha un piano per migliorare il servizio. Noi intanto un’occhiata alle code per prestazioni mediche l’abbiamo data. Il risultato? A tinte contrastanti: da un lato punte d’eccellenza, dall’altro file sino a quasi 9 mesi. Ma, come spiegano dall’Asl, esistono criteri di priorità.
Come si calcola. Il tempo d'attesa è l’intervallo che passa tra prenotazione ed erogazione del servizio. Basta estrarre i dati del Cup dell’Asl e guardare la prima disponibilità. La graduatoria è divisa in quattro zone: Grosseto, Colline Metallifere, Albegna (zona sud della provincia) e Amiata.
Al top. Ed è proprio scorrendo le liste d’attesa che spunta più di qualche piacevole sorpresa. Per un’ecografia ginecologica non serve attendere più di 24 ore, così come per le prime visite oculistiche o neurologiche. Bene anche molti esami, tra cui la spirometria – un paio di giorni d’attesa, ma può essere fatta solo nel capoluogo – e la risonanza magnetica all’addome: primi posti disponibili entro 5 giorni. Tempi veloci anche per le Tac, con l’esame che può essere fissato entro 24 ore.
Lista nera. Tutto bene dunque? Non proprio. Provate a mettervi in fila per una risonanza magnetica alla cervicale o al cranio: tempo d’attesa 264 giorni. Pessima anche la performance delle prime visite in reumatologia: 100 giorni a Grosseto, 157 sull’Amiata. Lungaggini pure per una gastroscopia: 53 giorni a Grosseto, addirittura 84 nella zona Albegna. Da paura l’ecocolordoppler cardiaco. Farlo a Grosseto significa attendere quasi 5 mesi. Non si salva neppure il test cardiovascolare da sforzo: in zona Metallifere si sfiorano i 3 mesi. Ultima chicca la mammografia. Farla nel capoluogo significa far scorrere 204 giorni.
La novità. Ma per la diagnosi di alcune patologie, tra cui il nodulo sospetto del seno, esiste una nuova modalità organizzativa ambulatoriale chiamata Day service. Basta la richiesta medica per avere garantiti percorsi riservati, esami e approfondimenti diagnostici rapidi.
Criteri di piorità. Chi ha bisogno d’intervenire quanto prima può avere una mano nel “saltare la fila” grazie ai criteri di priorità. Tutto nasce dalla delibera regionale 493 del 2011, atto che ha recepito le indicazioni del governo. Lì sono indicate 4 classi di priorità per esami tra cui Tac, risonanza magnetica, ecocolordoppler vascolare, ecografia e mammografia. Sta al medico che compila la richiesta stabilire la classe della prestazione da “u” (urgente, entro 72 ore); “b” (breve, entro 10 giorni); “d” (differibile, entro 60 giorni); “p” (programmata, oltre 60 giorni).
Piano di abbattimento. È di questi giorni l’adozione del piano straordinario aziendale per l’abbattimento delle liste d’attesa. Una scelta che potrebbe portare nelle casse dell’Asl9 dei quattrini in più elargiti dalla Regione. Per le visite di endocrinologia c’è la convenzione con Le Scotte: due specialisti per 12 ore settimanali, da incrementare con altre 6. Sempre in accordo con l’azienda senese arriverà una sezione specialistica dedicata alla reumatologia. Caso risonanza magnetica: l’Asl vorrebbe ridurre le domande, visto che un’elevata percentuale di questi esami risulta inappropriata rispetto ai protocolli sanitari. Per abbattere i tempi d’attesa nella risonanza programmata sarà avviata a breve una convenzione per un macchinario mobile: consentirà d’incrementare l’offerta. Infine, l’azienda sanitaria si sta muovendo per impiegare tre specialisti in radiologia e neuroradiologia.
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