Sicurezza
Aquilino lascia il comando C’è Caciolai al suo posto
GROSSETO. «Dopo 5 anni di comando e trentamila interventi, è arrivato il momento del mio commiato da Grosseto e dalla Maremma. Cinque anni vissuti intensamente con emozione, umanità e tanta...
GROSSETO. «Dopo 5 anni di comando e trentamila interventi, è arrivato il momento del mio commiato da Grosseto e dalla Maremma. Cinque anni vissuti intensamente con emozione, umanità e tanta professionalità». Queste le ultime parole, pronunciate davanti al proprio personale, dall'ingegner Ennio Aquilino, prima di lasciare Grosseto per assumere il nuovo incarico al comando di Viterbo, in occasione del passaggio di consegne al dirigente, Mauro Caciolai. «Dopo tutto questo tempo devo ringraziare i funzionari, il personale operativo, amministrativo e volontario, per come ha affrontato tutte le emergenze in particolare quella della Concordia - ha proseguito Aquilino - Dopo settemila interventi non abbiamo avuto neanche un infortunato, a dimostrazione della grande professionalità acquisita. Vado via lasciando un pezzo di cuore, tanti amici, ma con grande grande soddisfazione. Quello che siamo riusciti a fare ce lo porteremo fino alla fine dei nostri giorni e sarà sempre nei miei ricordi più cari».
Si può riassumere così, il periodo trascorso professionalmente da Aquilino in Maremma. Un periodo di tempo in cui il dirigente di Grosseto, ha dovuto fronteggiare diverse emergenze, a partire da quella più drammatica e straordinaria del 13 gennaio 2012 che riguardò il naufragio della Costa Concordia all'Isola del Giglio. Per proseguire con il vasto incendio della pineta di Marina di Grosseto e tutte le sue conseguenze, oltre alle varie emergenze alluvione, che ebbero il suo effetto più devastante in quella di Albina. La cerimonia è poi proseguita con la consegna del distintivo con il nome stampato del comando di Grosseto a Caciolai il quale ha aggiunto: «Non vi nascondo che l'emozione è fortissima. E' il mio primo incarico da comandante. E' qualcosa che per certi versi esalta e per altri preoccupa. Si pensa di non essere all'altezza, e di non essere altrettanto bravi di chi mi ha preceduto. Non mancheranno l'impegno e la dedizione da parte mia. Non mi spaventa nulla e spero di potere condividere lo stesso impegno e dedizione con il personale di Grosseto. Le cose si fanno insieme. Io sono per un miglioramento continuo del nostro modo di fare. Lo dobbiamo alla collettività. Ho sangue toscano nelle vene, anche se diluito da generazioni e quando ho saputo di venire qui ho condiviso con mio padre le sue lacrime. Lui è toscano e sono orgoglioso e felice di essere venuto a Grosseto».(m.g.)
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