Lutto
Magma, tanti premi e ottomila visitatori Ora il salto di qualità
Soddisfazione per i primi 14 mesi di vita del Museo del ferro Catalani: «Serve l’aiuto dei cittadini per valorizzare l’ex Ilva»
FOLLONICA. Il Magma nel mondo, riconoscimenti, presto una commissione scientifica, ma il Comune adesso fa appello anche ai follonichesi, senza di loro non c'è futuro per l'Ilva. Il Museo del ferro e della ghisa, inaugurato nel luglio 2013 all'interno del complesso dell'ex Ilva, nel forno San Ferdinando, inizia il suo percorso nei circuiti internazionali, a caccia di premi e di visibilità. L'amministrazione del Golfo è soddisfatta dei risultati raggiunti, in 14 mesi quasi ottomila persone hanno visitato la struttura espositiva, fiore all'occhiello del grande progetto all'ex Ilva.
Un museo interattivo, dove si racconta la storia di Follonica, di quella fabbrica che ha dato vita ad una città, chiusa il 20 febbraio 1960. «E' stata una grande annata per il Magma – racconta l'assessore alla cultura, Barbara Catalani – considerando che la promozione è stata fatta internamente dal Comune, senza grandi possibilità economiche, possiamo dire che i risultati ottenuti sono notevoli. Il museo adesso deve fare quel salto di qualità che tutti si aspettano: abbiamo ottenuto riconoscimenti (la Certificazione europea di turismo sostenibile, il rinnovo dell'Unesco al Geo Parco, conferma ottenuta anche grazie alla visita al Magma, e ultima la partecipazione al Micheletti Word) e i visitatori sono stati il doppio rispetto alle previsioni: adesso è tempo di guardare avanti e di ottenere una visibilità più grande. Ecco perché presto verrà nominata una commissione scientifica, attraverso la quale la struttura riceverà le attenzioni che altrimenti non avrebbe. La nostra è una scelta di prestigio (il gruppo di esperti lavorerà gratuitamente), doteremo lo spazio espositivo di un valore aggiunto che porterà alla realizzazione di nuovi progetti e alla creazione di rapporti».
Ma c'è bisogno anche dei cittadini, perché quel museo appartiene alla città che deve esserne il primo canale di promozione: ecco perché il Comune ha iniziato a coinvolgere le scuole, con delle visite guidate rivolte intanto al corpo docenti, e presto chiamerà le associazioni di categoria a fare lo stesso tour. Quella del museo è stata la prima ristrutturazione del Piuss (Piani di sviluppo sostenibile, finanziamenti regionali che hanno permesso la sistemazione di tre edifici dell'Ilva e dell'area dell'ex ippodromo dei Pini) ad essere inaugurata: i prossimi anni per la città del Golfo saranno decisivi, il restyling del cuore cittadino dovrà completarsi e i contenitori che verranno inaugurati via via (le due Fonderie e il Parco Centrale), dovranno necessariamente essere riempiti. Qui giocheranno un ruolo fondamentale i follonichesi. «Il coinvolgimento della città è indispensabile – spiega Catalani – pensiamo alla Leopolda: la nostra idea non è quella di dotare la struttura solo di una stagione teatrale, ma vorremmo far diventare quegli spazi una palestra della cultura e dell'arte, dove le realtà locali possano esprimersi al meglio. Stessa funzione vorremmo darla all'altra Fonderia, che pur essendo uno spazio espositivo dovrà trovare una destinazione dinamica. L'idea è di attivare un “Open call”: una volta illustrati i nostri obiettivi chiederemo la partecipazione delle associazioni, che presenteranno i loro progetti. Non sarà semplice, ma la collaborazione è il modo per dare un futuro alla nostra città».
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