Il Tirreno

Grosseto

Da annesso ad abitazione: il Tar dice no

La struttura è nel Parco della Maremma. L’imprenditrice: «Volevo solo seguire meglio la mia azienda»

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ORBETELLO. Respinto dal Tar della Toscana il ricorso di Laura Orlandini presentato contro l'ente Parco regionale della Maremma e il Comune di Orbetello.

La Orlandini aveva chiesto, in qualità di affittuaria di una azienda agricola a Poggio Pietroso, nel comune di Orbetello, nel territorio del Parco della Maremma, il cambio di destinazione di un annesso agricolo che si trova nella sua azienda: da annesso agricolo ad abitazione. «Non mi sembrava di aver chiesto nulla di trascendentale - dice la donna - Sono una piccola imprenditrice agricola che voleva fare una azienda biologica, mettere delle arnie, piantare erbe aromatiche e per fare questo ho bisogno di un posto dove poter vivere in modo da seguire de visu l'azienda». Nessuno stravolgimento della sua proprietà e una piccola imprenditrice che «voleva essere gradevolmente accolta». Un annesso rurale, dunque, che si chiedeva di trasformare in abitazione rurale con opere interne a servizio dell'imprenditrice. La domanda che la Orlandini presentò al Comune di Orbetello (l'azienda, circa otto ettari, è ubicata nel territorio del Parco), venne sottoposta a una valutazione dell'ente parco stesso che espresse un primo parere contrario già nel 2010 e che fu ribadito nel 2011. Di conseguenza il Comune che - come spiega Lucia Venturi, presidente del Parco regionale della Maremma – «da un punto di vista urbanistico deve, per ciò che è all'interno del Parco, adeguarsi al piano del parco», rispose negativamente alla richiesta.

La domanda venne poi ripetuta dalla donna e stesso diniego venne espresso dal Parco nel 2012 con conseguente diniego anche da parte del Comune. Dalle risposte tutte negative scaturì la decisione della donna di presentare ricorso al Tar. Il Tar, però, valutata tutta la situazione, ha deciso di respingere il ricorso, ritenendo legittime le motivazioni del Parco. «Le risposte negative date dall'ente Parco – spiega Venturi – non hanno alcuna motivazione personale o soggettiva. Orlandini ha avanzato richieste che non erano inserite nel piano del parco e come tali non potevano essere accolte».

La struttura di cui si chiedeva il cambio di uso era una struttura esistente ma non adibita a ciò in cui si chiedeva di trasformarla: un’abitazione. «Al massimo – osserva Venturi – poteva essere ritrasformata in un annesso agricolo». La donna che abita a Roma non si pronuncia sulla sentenza e sulle motivazioni né sa al momento cosa farà in merito alla decisione del Tar ma una cosa è certa: «Cercavo solo un po' di comprensione, non nel senso di avere corsie preferenziali ma solo che mi fosse permesso di fare un qualcosa di positivo in quel territorio senza arrecare alcun danno alla zona». (i.a.)

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