Gioco
Un altro attacco alle greggi «Ho già perso 300 animali»
MANCIANO. Arriva un predatore al pascolo di Carmelo Masala, in località Pianetti fra Le Pergolate e la Commenda di Manciano e fa fuori due pecore. Una è morta ed è in corso la conta per valutare...
MANCIANO. Arriva un predatore al pascolo di Carmelo Masala, in località Pianetti fra Le Pergolate e la Commenda di Manciano e fa fuori due pecore. Una è morta ed è in corso la conta per valutare quante sono quelle disperse. Il fatto è accaduto sabato mattina, quando Masala è andato ad accudire il suo gregge che aveva lasciato alla custodia e sorveglianza dei suoi cani da guardiania. Ma i cani, questa volta non ce l'hanno fatta a difendere le pecore: «Quando il predatore è di dimensioni importanti, spiega Masala, i cani non lo possono fronteggiare e questo era grande. Ha lasciato evidenti tracce delle orme che io ho fatto vedere a gente esperta. Secondo me e tutti quelli che se ne intendono era un lupo di grosse dimensioni. E non si ricominci a polemizzare sul grosso per sviare la questione. Era un grosso lupo. Punto. Che mi ha ammazzato le pecore». Masala, un pastore vero, è quello che qualche mese fa perse 60 pecore in una sola volta, andate a morire in un fosso, soffocate nel mucchio, dopo che erano fuggite, terrorizzate, alla vista di un animale che azzannava due capi. Allora il fatto si era svolto praticamente sotto gli occhi dei pastori che stavano mungendo, mentre questa volta il predatore ha lasciato lì, nel pascolo, solo le orme e le carcasse del suo pasto: «I cani non ce la fanno - dice Masala - ma nemmeno noi pastori ci si fa più. Notte e giorno a sorvegliare le pecore. Non possiamo lasciarle un attimo da sole nemmeno coi cani. Sto seriamente valutando di cedere la mia azienda. Questa parte del gregge di Pianetti è quello che non stiamo mungendo, tenuto distinto da altre sezioni che hanno diverse caratteristiche. Per sorvegliare personalmente tutte le situazioni ci vorrebbe il dono dell’ubiquità. Abbiamo i cani che ci aiutano. Ma certamente dove non ce la fanno i cani non ce la potremmo fare nemmeno noi. Quando mi sono morte 60 pecore, eravamo lì, sul posto, in diverse persone».
L’allevamento di Masala è uno dei più grandi della provincia e complessivamente conta circa 3000 pecore e Carmelo, sardo di origine, ormai è maremmano d’adozione, legato alla Maremma non solo dalla passione per l’allevamento ma anche dal rispetto e dal legame fortissimo con un territorio che sente suo. Un pastore di quelli che al gregge e alla cura dell’ambiente hanno dedicato vita e risorse, trasmettendo questi valori ai figli . (f.b.)
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