Il dolore
«Soldi spesi per lavori inutili»
Aliquote troppo alte e tasche vuote: l’attacco dell’opposizione
CASTEL DEL PIANO. La minoranza di Castel del Piano contesta duramente le decisioni a proposito della Tasi, prese dalla maggioranza guidata da Claudio Franci, nell’ultimo consiglio comunale, dove, secondo l’opposizione della civica “Per un comune di tutti”, «si è consumata un’autentica prova di forza da parte della maggioranza ai danni dell’opposizione. Malgrado le incredibili giustificazioni della maggioranza, dicono quelli dell’opposizione, il consiglio, con il solo voto contrario della minoranza, ha varato con la Tasi, una vera e propria stangata fiscale, servendosi dei limiti massimi prescritti dalla legge per “far cassa”. Il blocco maggioritario sostiene che la decisione assunta sia in linea con il prelievo tributario dell’anno passato, ma in realtà questo non alleggerisce il peso della responsabilità, visto che già nel 2013 la nostra lista parlava di “stangata” ingiustificabile con l’Imu e i rifiuti solidi urbani». L’alzata di scudi del capogruppo Sandro Ginanneschi e dei suoi, dipende dall’aver stabilito «un’aliquota Tasi dello 0,25% sulle abitazioni principali e loro pertinenze, e dello 0,12% su seconde case, aree edificabili ed altri immobili, che con l’aliquota Imu vengono tassati al massimo previsto per legge, sottolineano i consiglieri. E non è certo difficile scoprire che le percentuali varate sono esattamente corrispondenti ai massimi consentiti dalla legge statale, commenta la minoranza. Questo vale tanto per le prime case (su cui si applica la Tasi allo 0,25 %) che per le seconde e terze (Tasi allo 0,12% a cui si aggiunge la vecchia IMU allo 0,94%)». La lista “Per un Comune di tutti” contesta, di seguito, non solo il merito della scelta fatta, puramente politica, ma anche il metodo, dal momento che non vi è stata concertazione con la minoranza, la quale non è stata coinvolta affatto nella decisione. «Balza subito agli occhi, commentano quelli dell’opposizione, come lo svuotamento delle casse comunali sia la ragione più sostanziosa alla base della decisione. Svuotamento che, come da anni denunciamo, è il frutto inevitabile di politiche di spesa non oculate, di denari pubblici non utilizzati per problemi ordinari e quotidiani quanto per realizzare costose opere, spesso autentiche cattedrali nel deserto. Ci riferiamo, dicono dai banchi della minoranza, ai lavori di piazza Garibaldi di pochi anni fa. Per di più non sufficienti perché nel programma triennale delle opere pubbliche sono inseriti altri 500 mila euro per una nuova sistemazione, (a proposito dove sono le vecchie cimase in peperino di piazza Garibaldi?) Ci riferiamo - incalzano i consiglieri - ai colonnini inseriti lungo il corso, all’orto botanico, piazza Madonna e a tanti altri lavori che non trovano nessuna giustificazione nell’attuale quadro di crisi. E’ forse opportuno comportarsi con la diligenza del buon padre di famiglia, per effettuare manutenzioni ordinarie e straordinarie di cui ci sarebbe bisogno. Riteniamo che il ritorno ad una condizione di equità fiscale sia indispensabile per ripristinare il rapporto fiduciario tra cittadini ed istituzioni e non possiamo non opporci duramente ad ogni orientamento della maggioranza favorevole all’applicazione di una tassazione vessatoria e punitiva». (f.b.)
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