Finanza
Parole di Craxi nel libro della figlia
ORBETELLO. Bettino Craxi «aveva previsto molto di cosa sarebbe accaduto quasi venti anni dopo. Ad esempio sulla giustizia e sul pericolo di una democrazia giudiziaria se non fossero cambiate le...
ORBETELLO. Bettino Craxi «aveva previsto molto di cosa sarebbe accaduto quasi venti anni dopo. Ad esempio sulla giustizia e sul pericolo di una democrazia giudiziaria se non fossero cambiate le regole. Mi pare che in questi giorni anche a Matteo Renzi sia arrivato un messaggio di questo genere». Lo dice Stefania Craxi presentando oggi a Orbetello il libro "Io parlo, e continuerò a parlare" che, edito da Mondadori, raccoglie le riflessioni dello statista durante l'ultima parte della sua vita ad Hammamet. «Il libro - spiega - nasce perchè Craxi in una delle ultime interviste dice “la battaglia della storia non gliela faccio vincere. Io parlo e continuerò a parlare”. Il lavoro mio e della Fondazione Craxi è perché possa continuare a farlo».
Il libro, curato da Andrea Spiri, si basa sugli appunti che Craxi vergava a mano sulle notizie che per fax gli venivano mandate dall'Italia, oppure sulle righe scritte durante le notti insonni di «un esilio - dice Stefania Craxi - di cui si parla nel libro e che è stato tutt'altro che dorato».
«Non è un libro di memorie, ma di attualità. Venti anni prima aveva previsto come sarebbe finita la Seconda Repubblica. A cominciare dalla giustizia: “se non cambierete le regole, diceva, prima o poi arriverà addosso di tutto, a Berlusconi per primo, ed il pericolo sarà una finta democrazia, una democrazia giudiziaria».
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