Il Tirreno

Grosseto

Nuovo stop per la caserma dell’Arma

di Alfredo Faetti

La Ragioneria di Stato blocca la trattativa col Comune, slitta ancora il trasferimento da Massa Marittima a Follonica

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FOLLONICA. Ci siamo. Anzi no, tutto di nuovo fermo. Nel tira e molla sull’apertura della nuova caserma dei carabinieri di Follonica, si registra l’ennesima battuta d’arresto. La Ragioneria di Stato infatti si sarebbe messa di traverso nella trattativa tra Comune e Ministero dell’interno per il passaggio dell’edificio. Una trattativa non semplice, prima basata su un normale pagamento d’affitto e poi, colpita da tagli e spendig review, sulla permuta di alcuni beni. Ed è proprio su queste che il dialogo si sarebbe impantanato, con i contabili romani poco convinti dei numeri e degli accordi proposti dal Comune.

Così, nonostante gli annunci di un’imminente svolta, la nuova, maestosa caserma di via Pietro Nenni rischia di rimanere una cattedrale deserta ancora per diverso tempo. Forse, se non si troverà un punto di contatto, anche per tutto il 2015. La storia di questa grande struttura sembra quella che in Maremma potremmo chiamare dello stento, “che dura tanto tempo”. Eppure, a cadenza regolari, arrivano voci che parlano di aperture imminenti. Lo si disse subito, già nel 2012, non appena terminati i lavori. La caserma, il parcheggio, gli appartamenti, uno sbocco diretto sulla vecchia Aurelia, così da velocizzare le operazioni. Sono passati due anni e ad oggi l’unica cosa che è entrata a pieno regime sono le erbacce, talmente alte che riescono a fare capolino da dietro al cancello. Ciò nonostante, in questo periodo la trattativa è sempre andata avanti.

All’inizio i patti tra le parti erano questi: il Comune pattuisce un accordo con una banca per la costruzione della struttura (circa otto milioni di euro), con un pagamento di 420mila euro all’anno per coprire il debito, e l’Arma pronta a versare la stessa cifra nelle casse comunali sotto forma di affitto per trasferirsi nella nuova caserma. Poi però i tempi cambiano e arrivano i tagli governativi che affossano questi accordi. Così ha preso il via una nuova trattativa tra le parti, basata sull’attivazione di una compensazione tra il canone che lo Stato dovrebbe versare al Comune e gli affitti che l'amministrazione locale ogni anno paga a Roma. Magari con l’aggiunta di qualche permuta dei beni statali a favore dell’ente follonichese. Siamo alla primavera scorsa, quando in effetti il trasferimento sembra a un passo. L’amministrazione dice che mancano pochi passaggi e quella di Massa Marittima inizia a fare pressioni per chiedere che la propria stazione venga promossa a tenenza, con il conseguente raddoppio del personale a disposizione.

Il progetto del resto sembra chiaro da anni: creare una nuova struttura a Follonica, dove si registra il maggior numero di reati, per poter trasferire la compagnia dalla Città del Balestro a quella del Golfo. Insomma, sembra tutto pronto. E invece no. Il problema lo ha posto la Ragioneria di Stato, poco convinta della compensazione e degli scomputi. Perché, d’accordo che non parliamo di denaro contante, ma la somma in palio è alta. Otto milioni di euro: comunque la si metta, è questa la cifra da coprire. Ed ecco che la trattiva sull’asse Follonica-Roma è tornata in salita, subendo un ulteriore stop. Difficile a questo punto capire quando arriverà il momento del taglio del nastro. E intanto nella struttura serviranno dei nuovi interventi di manutenzione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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