Il Tirreno

Grosseto

cartello alla porta dopo il furto

«Ladri miei, in questa casa non c’è più nulla da rubare»

GROSSETO. «Mi permetto di suggerirvi di andare a rubare altrove, perché qui lo avete già fatto. Sarà cura chiamarvi non appena avrò nuovamente qualche cosa da farmi rubarvi». E nel caso possa servire,...

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GROSSETO. «Mi permetto di suggerirvi di andare a rubare altrove, perché qui lo avete già fatto. Sarà cura chiamarvi non appena avrò nuovamente qualche cosa da farmi rubarvi». E nel caso possa servire, il messaggio è tradotto anche in lingua rom.

Il tono è sarcastico e l’umore e nerissimo nella casa di un grossetano – che preferisce non comparire («perché esprimo un sentimento comune e quindi inutile circoscriverlo alla mia disavventura», spiega) – che venerdì intono alle 19 ha subito un furto nel proprio appartamento. E così ieri la padrona di casa ha affisso un cartello fuori dal portone, rivolgendosi direttamente ai ladri.

«Ci hanno rotto la porta con un cacciavite – spiega il marito al telefono – e ci hanno portato via solo l’oro. Non so chi sia stato ma queste modalità si trovano spesso nei furti compiuti da rom. Per di più in concomitanza con il furto, tre donne all’apparenza rom sono state avvistate in quella strada. Non voglio incolpare loro, ma noi abbiamo comunque fatto tradurre il messaggio anche nella loro lingua».

«Il messaggio – spiega la moglie – è di indubbia vena polemico-satirica e vuole essere un invito alle varie istituzioni della città a installare telecamere di sorveglianza ed essere un poco più rigorosi nei confronti di chi sta distruggendo il decoro e la serenità di Grosseto».

La signora porge i suoi ringraziamenti alle varie forze dell’ordine per il lavoro che svolgono ma aggiunge: «Sono sicura che un supporto tecnico servirebbe da deterrente per tanti reati come confermano i dati delle sempre più numerose città che lo hanno adottato». (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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