Il Tirreno

Grosseto

Stende quattro carabinieri, arrestato e processato

di Pierluigi Sposato

Giovane dà in escandescenze dopo essere stato fermato in via Sonnino Si è rifiutato di sottoporsi all’alcoltest. Pena di 8 mesi e auto confiscata

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GROSSETO. Ne ha stesi quattro. A uno gli ha fratturato una costola: il brigadiere dovrà restare fuori dal servizio per un mese. A un altro ha causato un problema a un dito della mano e ne avrà per 20 giorni. A un terzo militare ha rotto un incisivo: gli serviranno 5 giorni per rimettersi più le cure per il dente. Tre giorni di guarigione per il quarto carabiniere, che se l’è cavata con un trauma alla mano.

Era una furia Omar Farid Touaibia, 33 anni, nato a Parigi e residente a Guinzone di Manciano, arrestato per resistenza a pubblico ufficiale dopo essersi rifiutato di sottoporsi all’alcoltest. Del tutto diverso dal ragazzo tranquillo che ieri pomeriggio è comparso davanti al giudice Mezzaluna che ne ha convalidato l’arresto: «Ero ubriaco» ha ammesso Touaibia, assistito dall’avvocato Pollini. Il giudice ha convalidato l’arresto chiesto dal pm Ferraro e ha accolto il patteggiamento di 8 mesi (pena sospesa). L’imputato è tornato libero ma con la sospensione della patente per 6 mesi. E con la confisca - proprio per il rifiuto dell’alcoltest - del mezzo sul quale era stato fermato in via Sonnino intorno all’1 della notte tra giovedì e venerdì, un’Alfa Romeo 147. L’auto era stata fermata dalla pattuglia del radiomobile perché marciava a fari spenti. Alla guida lo straniero, a fianco un amico, un italiano. Alla richiesta della patente erano seguite, secondo la ricostruzione dell’Arma, le prime parole offensive del conducente, al quale era stata fatta presente la necessità di aggiornare il documento francese alla circolazione in Italia. Poiché Touaibia appariva brillo, il Norm aveva chiesto l’intervento della pattuglia di Batignano per effettuare l’alcoltest. Ma lo straniero non aveva alcuna intenzione di sottoporsi. «Guardi che dobbiamo sequestrargli l’auto», avevano fatto presente i militari. «Non faccio un c... fate quello che volete», la risposta. Quando era arrivato il carroattrezzi (ed erano le 2,30), Touaibia aveva dato in escandescenze fino a costringere il conducente a risalire sul mezzo. Poi aveva preso le chiavi dell’Alfa mettendosele in tasca: «Se volete, venite dietro di me a prenderla». I carabinieri si erano avvicinati per farsi consegnare le chiavi ma erano stati allontanati bruscamente. Pugni, calci, gomitate; poi la spinta contro una siepe. Messe le manette, era arrivata di rinforzo anche la pattuglia dei carabinieri di Alberese: anche loro due erano finiti a terra, perché Touaibia continuava a scalciare. E l’uomo che lo accompagnava in auto avrebbe cercato di ostacolare i militari. Una volta in caserma, erano partiti altri calci (alla scrivania) e altre minacce: «Tanto prima o poi ci incontriamo». Finalmente, al mattino, la calma. Anche lo straniero è finito in ospedale per contusioni: 2 giorni di guarigione.

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