Il Tirreno

Grosseto

L’alloggio dell’emergenza è pieno di muffa

di Sara Landi
L’alloggio dell’emergenza è pieno di muffa

L’appello di una famiglia: «L’Asl 9 ha certificato che è antigienico. Aiutateci a trovarne un altro»

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GROSSETO. «Questa casa è antigienica, lo dice anche l’Asl. Ho bisogno di una soluzione al più presto».

Si può sintetizzare con quest’appello accorato la storia di Rosa che vive da tre anni in un piccolo appartamento in emergenza abitativa di via Rossini 5.

Siciliana, sposata, due figli di 10 e 13 anni, Rosa ci fa visitare il piccolo alloggio (l’assegnatario è il marito) dove ora tutta la famiglia di fatto vive accampata nella sola cameretta dei ragazzi che funge anche da magazzino. La camera matrimoniale, piena di muffa e di umidità, non è agibile perché invasa da una colonia di psocoptera, insettini che si nutrono di muffa. «Lì non ci possiamo più dormire – dice Rosa – Ho chiesto all’Asl di fare un sopralluogo e ho pagato 93 euro pur di avere la certificazione scritta che questo alloggio non è igienico». Dal sopralluogo tecnico fatto ad agosto emerge che l’appartamento è antigienico: umidità di risalita di tipo capillare nei muri, intonaco che cade, muffa, presenza di psocoptera nella camera più grande, umidità nel soffitto del bagno dovuta a infiltrazioni e scaldabagno non funzionante. «La casa è umida e non ha neanche i termosifoni – aggiunge Rosa – Abbiamo solo le stufette per il riscaldamento. Con il certificato dell’Asl in mano mi sono rivolta prima all’ufficio casa del Comune, poi all’Epg e infine al Coeso ma ancora non so come si può risolvere questa situazione. Si va verso l’inverno, sono molto preoccupata». Abbiamo sottoposto il caso di Rosa al Coeso che è competente per l’emergenza abitativa e che conosce bene tra l’altro il caso della donna perché la famiglia di Rosa è seguita da un’assistente sociale. «Anche per questo problema – fa sapere il Coeso - stiamo dando l’assistenza del caso alla signora tanto che martedì ha presentato la richiesta per il cambio dell’alloggio. Ora stiamo facendo una ricognizione per capire se a breve si può liberare un appartamento adeguato, sempre per emergenza abitativa, adatto a questo nucleo familiare».

In precedenza la signora Rosa si era rivolta in autonomia anche all’Epg, chiedendo che fossero fatti i lavori per ripristinare le condizioni di igiene.

L’Epg certifica però che «una non adeguata aerazione dei locali, il loro sovraffollamento (quattro persone in 49 metri quadrati) e la mancanza di riscaldamento autonomo hanno accentuato il proliferarsi di condensa e di colonie di psocoptera». Quanto ai lavori, la manutenzione ordinaria (compresa la sanificazione, l’imbiancatura e la sostituzione dello scaldabagno) è a carico dell’assegnatario mentre nella competenza dell’Epg rientrano i lavori per eliminare le infiltrazioni dall’alloggio sovrastante ed eventuali interventi di manutenzione straordinaria (risanamento dei muri e ripristino dell’intonaco con prodotti antiumido). Quest’ultimo intervento però, specifica l’Epg, può essere effettuato solo se l’appartamento è libero. «Ma noi dove andiamo e dove metto tutte le nostre cose e i nostri mobili?», protesta Rosa, che confida nell’aiuto delle istituzioni.

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