«Furti di castagne, serve la finanza»
I proprietari invocano più controlli: «E i grossisti devono collaborare»
CASTEL DEL PIANO. I castanicoltori dell’Amiata invocano l’intervento della guardia di finanza in prossimità dell’inizio della raccolta di castagne per scoraggiare l’ormai collaudata consuetudine di chi le castagne va a rubarle per poi venderle ai grossisti. E vogliono scoraggiare anche i grossisti che accettano il prodotto senza troppi complimenti. È imminente, infatti, l’avvio della castagnatura e al problema del cinipide galligeno che con la stagione troppo piovosa ridurrà al lumicino il raccolto di quest’anno, si aggiunge il grosso gap di chi va a vendere al “nero” castagne rubate nei castagneti di proprietà altrui e anche nei magazzini privati, dove le castagne sono ammassate in attesa di esser vendute.
Un gruppo di castanicoltori, dunque, annota, scrivendo al Tirreno, nero su bianco: «Nel mese di ottobre 2013, i castagni dell’Amiata sono stati presi d’assalto da persone provenienti da “tutte le parti del mondo”. Che hanno raccolto castagne non dalle fossette della strada provinciale, ma da castagneti e magazzini».
Insomma un problema che da anni, ormai si presenta, ma che adesso sta superando i limiti tollerabili, anche perché molti proprietari lamentano di trovare gente estranea che raccoglie castagne e che non vuole andare via con la scusa che i castagni non sono recintati. Persone che non conoscono nemmeno le consuetudini dell’Amiata e non esitano a violare il diritto di proprietà accampando scuse di ogni tipo.
Ma peggio è che le castagne rubate finiscono poi per essere vendute all’ingrosso. Ed è questo che ai castanicoltori non va proprio giù e sono loro stessi a fornire dei numeri. «Da parte di dipendenti dei magazzini all’ingrosso– spiegano i castanicoltori – si dice che l’anno scorso rientravano giornalmente 13 quintali di castagne. Che moltiplicate per 5 grossisti e per 30 giorni, danno come risultato cifre esorbitanti».
E dunque non resta che chiamare in causa la guardia di finanza: «I castanicoltori – si legge nella lettera – si appellano alla finanza considerando che queste castagne entrano tutte in nero, perché pagate in contanti, senza nessun documento. Invitiamo pertanto a istituire un patentino di possesso e di partita Iva».
Il problema era stato sollevato da tempo anche dall’associazione della castagna del Monte Amiata Igp che anche per questo 2014 invita i castanicoltori a fare gruppo e a muoversi in sintonia. «Questa dei furti nelle proprietà e di accettazione del prodotto dai grossisti, è una questione delicata che dobbiamo risolvere al più presto – commenta Lorenzo Fazzi, presidente dell’associazione castagna –. Anche perché le incursioni di gente soprattutto straniera nei castagneti potrebbe diventare un problema di ordine pubblico. Prima o poi qualcuno “ci si fa male” e noi vogliamo evitarlo. Bisogna far capire che nelle strade private e nei castagneti di proprietà possono raccogliere solo i proprietari. C’è gente, poi, che piazza il camper dentro i castagni e ogni giorno riesce a raccogliere anche 100 euro di prodotto non suo. Scriveremo al prefetto, contatteremo i sindaci perché facciano ordinanze di divieto di transito. Studiamo insieme ordinanze ad hoc. Fra l’altro quest’anno il raccolto sarà pochissimo, perché oltre al cinipide ci si è messa la troppa pioggia. A maggior ragione dobbiamo difendere questa risorsa». (f.b.)
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