Il dolore
Tracce di monossido anche dai compressori
Tragedia alle Formiche, forse sarà ricostruita la scena a bordo della Emery Island L’avvocato Lottini: «Sono quantità minime, i macchinari sono irrilevanti»
GROSSETO. I due compressori del diving Abc producono monossido di carbonio. Poco, pochissimo. Almeno questo è quanto risulta - i dati quantitativi esatti saranno forniti nei prossimi giorni - dall’esame effettuato ieri mattina ad Arcugnano di Vicenza, nella sede della Bauer, una ditta specializzata. Sono tracce, la cui quantità non è paragonabile a quella trovata nelle bombole dei tre sub morti alle Formiche il 10 agosto scorso, Fabio Giaimo, 57 anni, di Perugia, Enrico Cioli, 37, e Gianluca Trevani, 36, entrambi di Bastia Umbra.
Un compressore, quello più recente (risulta costruito nel 1997), ha prodotto monossido per poco più di 10 parti per milione; la seconda apparecchiatura (costruita nel 1979) ne ha invece prodotti poco più di 20. Dati lontanissimi da quelli scaturiti dall’esame delle tre bombole esaminate alla Siad di Osio di Bergamo: 1.600, 2.150 e 2.400 parti per milione. Dati talmente lontani da far dire all’avvocato Riccardo Lottini, difensore di Andrea Montrone titolare del diving, che «le tracce di monossido sono minime rispetto ai quantitativi trovati nelle bombole. Secondo me, almeno a una prima lettura, sono irrilevanti rispetto all’evento che si è verificato. Ma tutto quanto sarà oggetto delle opportune valutazioni da parte del consulente della Procura, del mio consulente e degli altri». Come a dire: il compressore non è responsabile dell’ingresso del monossido nelle bombole (è stato trovato in piccole parti anche nelle altre 23 bombole dei sub partecipanti alle immersioni di quel giorno).
Cosa è accaduto allora? L’ingegner Giorgio Chimenti, consulente del pm Pizza, ha effettuato un ulteriore esperimento. Ha preso il compressore del 1997 e ha caricato due bombole: la prima con modalità “corretta”, tenendo lontano il macchinario dalla bombola; la seconda avvicinando il compressore alla bombola. Quale il risultato? Non è noto: le due bombole saranno portate la prossima settimana di nuovo alla Siad per esaminarne il contenuto e valutare le eventuali differenze.
E non è da escludere che nei prossimi giorni venga effettuata una sorta di esperimento giudiziario sulla Emery Island, l’imbarcazione utilizzata per l’escursione: tutti a bordo per riprodurre la situazione di quella domenica il più fedelmente possibile, per ricaricare le bombole con i due compressori (sarebbero stati entrambi a bordo) e vedere che cosa succede. Esternamente, ieri, i due macchinari non hanno presentato difetti.
Oltre a Chimenti e al suo assistente Bartoli, erano presenti l’ad e un ingegnere della Bauer, il consulente delle parti offese Malentacchi, l’avvocato Lottini con il suo consulente Barnini. Presente anche l’avvocato Arcioni difensore dell’altro indagato, Maurizio Agnaletti, collaboratore di Montrone.
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