Attenzione
«Il dipendente provinciale lavorò per Sani?»
Cinigiano, Barbagli (A/gente comune) interroga il sindaco sul curatore della campagna elettorale
CINIGIANO. L’opposizione di Cinigiano guidata da Giovanni Barbagli della lista A/gente comune chiede conto, con una interrogazione ufficiale al sindaco Romina Sani, delle metodologie usate in campagna elettorale.
«Risulterebbe che la campagna elettorale per la elezione del sindaco di Cinigiano sia stata confezionata da un dipendente pubblico della Provincia di Grosseto – si legge nell’interrogazione – e si chiede se la notizia ha un fondamento di attendibilità o se è infondata».
Barbagli riproduce e bissa a Cinigiano, insomma, quanto già accaduto a Santa Fiora, dove l’identica questione è stata posta al sindaco Federico Balocchi dall’opposizione di Riccardo Ciaffarafà e dei suoi.
E infatti Barbagli affianca nella faccenda, Cinigiano a Santa Fiora e afferma: «Stiamo accennando alla notizia in un primo tempo non sottolineata a dovere, ma ora non più da sottovalutare per la sua portata: un funzionario della Provincia si è occupato in prima persona della campagna elettorale di alcuni sindaci della zona (Santa Fiora e Cinigiano)».
L’interrogazione di Barbagli e dei suoi consiglieri ribadisce, dunque l’esigenza di sapere dal sindaco come stanno davvero le cose, mettendo in luce che, se la notizia avesse fondamento, «il suddetto dipendente in quanto nei ruoli organici della Provincia– dice Barbagli – non avrebbe potuto avere compensi di sorta per lavori non attinenti alla funzione esercitata nel pubblico». E Barbagli chiede di fare chiarezza anche sul fatto che il dipendente, «per aggirare le norme che vietano ai dipendenti pubblici di essere retribuiti per funzioni che interessano il privato (e men che meno un candidato di un partito), avrebbe fatto uso della agenzia stampa in cui il medesimo figura come presta nome».
L’amaro commento dell’opposizione è dunque questo: «Ora che questa notizia è stata disvelata in pubblico, sono d’obbligo alcune riflessioni. Nella nostra prima mozione dopo l’insediamento del consiglio comunale, avevamo chiesto di affrontare la questione morale per partire con il piede giusto, facendo piazza pulita di una politica trascorsa, caratterizzata da due problemi di fondo; l’intreccio affari/politica e l’urbanistica contrattata. Non potevano però immaginare come dietro un perbenismo di maniera si nascondessero grandi responsabilità e gli sprechi di una politica che rinuncia ad abbassare la pressione fiscale e assumere scelte per venire incontro alle famiglie in disagio e alle aziende virtuose che hanno saputo reggere alla crisi senza far ricorso ai licenziamenti. Niente di tutto questo, ma più si scava e più viene fuori la vecchia politica e i vecchi metodi». L’opposizione aspetta ora dal sindaco «precise risposte». (f.b.)
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