Sicurezza
Coin, l’assessore vuole chiarimenti
Voci di crisi e chiusura si rincorrono da tempo, ma il titolare nega: «Tutto a posto»
GROSSETO. Aria di crisi alla Coin? La voce circola da qualche tempo in città e ha creato preoccupazione tra alcuni dipendenti e sconcerto tra i cittadini per lo storico negozio di corso Carducci, uno dei “patriarchi” del centro storico di Grosseto, nato in franchising dove un tempo c’erano i Grandi Magazzini.
Cosa preoccupi, di preciso, non è chiaro: si parla di «crisi», di un contratto con la casa madre in scadenza a fine anno che potrebbe non essere rinnovato; qualcuno si spinge a ipotizzare addirittura la chiusura, l’arrivo di un altro marchio, e alcuni parlano del gigante spagnolo dell’abbigliamento Zara.
Voci, è bene precisarlo. Ma che ultimamente si sono fatte talmente insistenti da arrivare fino in Comune e mettere in apprensione anche l’assessore al Commercio, Emanuel Cerciello.
«Voci di corridoio – le definisce Cerciello – e, per quel che riguarda l’arrivo di Zara direi delle vere stupidaggini. Comunque, le istituzioni, come il Comune, devono essere informate di quello che succede. Alla Coin lavora una cinquantina di persone, che non sono poche. Per questo abbiamo chiesto alla Coin un incontro, che si terrà da qui a una settimana. Vogliamo capire cosa c’è di fondato in queste voci».
Dal canto suo, il titolare della Coin, Orazio Olivo, sbarazza il campo dalle illazioni. «Non c’è niente di vero – spiega al Tirreno – non so da dove arrivino queste voci, né chi le abbia messe in giro».
Olivo precisa anche che «il contratto non è in scadenza». E se qualcuno, oggi, vedesse aggirarsi dei rappresentanti della casa madre tra i reparti del negozio grossetano «è perché – spiega Olivo – come in ogni negozio dobbiamo rivedere alcuni reparti». I lavori, però, «non riguardano né ampliamenti né riduzioni del negozio», precisa Olivo.
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