Il Tirreno

Grosseto

L’autobus non gira tra le vie del borgo Studenti a piedi

di Alfredo Faetti
L’autobus non gira tra le vie del borgo Studenti a piedi

Troppo grandi i mezzi del servizio affidato a Tiemme Protesta una mamma: «Mio figlio è malato, così non va»

3 MINUTI DI LETTURA





SCARLINO. Cambia il gestore, cambia la fermata dello scuolabus. Con qualche disagio: se i ragazzi prima venivano portati fin dentro il cuore di Scarlino, ora dovranno scendere alle porte del paese. Il pullman infatti è troppo grande per far manovra tra le viuzze medievali. La novità potrebbe sembrare una quisquiglia a prima vista ma non è così. Ad esempio, non è una cosa da poco per chi ha un figlio con problemi di salute. «Vengono a mancare le condizioni di sicurezza di cui ha bisogno» dice una mamma alle prese con una situazione di questo tipo, impossibilitata a prendere lei stessa il ragazzo all’uscita di scuola perché al lavoro. È un disagio per queste persone. E a Scarlino già monta la protesta.

A tirar fuori la vicenda è stata il capogruppo d’opposizione Monica Faenzi attraverso facebook, sempre pronta a fare le pulci all’amministrazione. «A distanza di cinque giorni dall'inizio della scuola, il sindaco Marcello Stella, senza consultare le famiglie, ha deciso di modificare il servizio di scuolabus per gli studenti che frequentano le medie». Data la notizia, il deputato Forza Italia passa alla spiegazione: «non sarà più utilizzato il pulmino del Comune bensì un autobus da 54 posti della Tiemme che, nell'impossibilità di fare manovra all'interno del paese, sarà costretto a lasciare gli studenti nel piazzale antistante il ristorante “Da Balbo” obbligandoli a fare un tratto di strada a piedi». Tutto questo, ricorda Faenzi annunciando un’interrogazione, tenendo presente che «nel bilancio di previsione il costo per il servizio suddetto è rimasto invariato così come le tariffe addebitate alle famiglie». Questa la novità annunciata dal capogruppo d’opposizione, tra la sorpresa dei genitori.

«Vengo a sapere tramite questo post della cosa» scrive la mamma di un ragazzo con problemi di salute, che spiega i perché del suo disagio. «Per lui questa novità sarebbe una grave lesione dei suoi diritti ad usufruire un servizio fondamentale: dato che sono al lavoro, il servizio mi garantirebbe il ritorno di mio figlio in sicurezza». Non tutti la vedono nello stesso modo comunque. C’è chi dice che da ragazzo, per andare a scuola, faceva anche tre chilometri a piedi. Era la regola, nessuno si scandalizzava. Ma la donna continua: «Ora mi informo, ma mio figlio non è l'unico con certificato handicap che usufruisce dell'autobus e cambiando il punto di carico e scarico vengono a mancare le sicurezze di cui hanno bisogno». E non è l’unica a vedere di cattivo occhio il cambiamento. «Considerando le tasse che puntualmente paghiamo – continua un’altra scarlinese - non sarebbe male se i servizi scolastici fossero all'altezza. Con questo, mi riferisco anche ai plessi». C’è un bel po’ di polemica, insomma. «Chiediamo al sindaco quale sia la ragione di tale decisione, di cui, peraltro, ha tenuto all'oscuro anche le forze di opposizione» attacca Faenzi, che non si fa sfuggire l’occasione di portare la discussione anche sul piano politico. «Ci auguriamo, inoltre, che il motivo non risieda nella necessità di dare una mano a qualche società sufficientemente politicizzata e non proprio con i conti in ordine».

Per tutto questi motivi, conclude la deputata, «invitiamo il sindaco a rivedere la decisione presa, riservandoci di presentare opportuna interrogazione in consiglio comunale».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca