Il Tirreno

Grosseto

Caro ente pubblico, ti riformo io

di Maurizio Bernardini
Caro ente pubblico, ti riformo io

La Cgil sfodera le sue proposte per “semplificare” e “innovare”. E dà appuntamento ad Alberese

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GROSSETO. Altro che la riforma della pubblica amministrazione targata Marianna Madia, la Cgil sfodera la propria proposta per risollevare uno dei settori strategici per il rilancio della nazione.

Incassata la noncuranza del premier Renzi, convinto (anche in virtù di un eclatante risultato elettorale) ad andare avanti nel percorso di rinnovamento del tessuto strutturale del Paese, costi quel che costi, il sindacato molla i tentennamenti e parte al contrattacco.

È così che, mentre il segretario nazionale Giovanna Camusso annuncia la discesa in piazza entro i primi dieci giorni di ottobre, parte Riformo io!, campagna promossa, come dice la Cgil, per avere «una pubblica amministrazione al servizio del cittadino». Ogni regione d’Italia avrà il suo appuntamento clou. In Toscana, la Confederazione ha scelto Alberese come luogo del convegno. Domani, dalle 16 in poi, al granaio lorenese in località Spergolaia, lavoratori, istituzioni e studenti discuteranno sul da farsi. Per la Cgil interverranno i pezzi da novanta, quelli che pesano anche a livello nazionale. Oltre al segretario grossetano Claudio Renzetti, infatti, ci saranno Alessio Gramolati (segretario Toscana), Rossana Dettori (segretario generale Funzione pubblica), Mimmo Pantaleo (segretario generale Federazione lavoratori della conoscenza) e Serena Sorrentino, (segretario nazionale). La Cgil vuole semplificazione delle regole e riduzione degli adempimenti burocratici. Un rinnovamento generazionale del personale, ma senza passare per la linea tracciata dal premier. Tra i punti della campagna spicca quello dedicato all’innovazione tecnologica e alla valorizzazione del personale.

Dal sindacato arriva anche un’insperata ancora di salvataggio alle Camere di commercio: «Sono le imprese – dice Renzetti – a evidenziare l’importanza di questi enti». La Cgil vuol giocare la partita delle riforme in attacco. Più volte punto dal capo del governo, il sindacato rivendica il proprio ruolo, forte di proposte concrete. Il senso è tutto in un passo dell'intervento di Renzetti: «Non c’è da una parte chi tenta di conservare il vecchio e dall’altra chi prova a introdurre innovazione nonostante le resistenze di certa gentaglia» dice provocatorio. Infine l’affondo sulla riforma del ministro Giannini: carriera in base al merito? Assurdo, per la Cgil, dare «il potere assoluto ai singoli presidi. Un uomo solo al comando, il modello Marchionne esportato anche alla scuola».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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