Italia
«La nube bianca non causò inquinamento»
Le analisi Arpat sulle emissioni del 18 agosto al Casone: forse fu l’accensione di un impianto Tioxide
SCARLINO. Era il 18 agosto quando alcuni cittadini chiamarono vigili e Comuni per denunciare la presenza di una strana nube bianca che si stava alzando dal polo industriale del Casone. Preoccupazione, allarmi e intervento dei tecnici dell’Arpat, che ieri hanno pubblicato i risultati delle loro analisi.
«Nella giornata in questione, lo stato della qualità dell’aria ha mostrato un quadro ambientale ampiamente nella norma in relazione alla tutela della salute umana» si legge nella nota dell’agenzia. «Nessuno degli impianti ha evidenziato valori fuori norma delle emissioni in atmosfera».
E allora? Che cosa è stato a provocare quella nube? Secondo l’ipotesi dell’Arpat, potrebbe essere stata la ripartenza di uno dei forni della Tioxide. «Si rammenta – precisa la nota – che la normativa consente la non applicabilità dei limiti emissivi in fase di avvio/fermata degli impianti». Sarebbe questa la spiegazione dopo aver valutato e incrociato tutti i dati registrati dai sistemi di rilevamento della zona. Nulla di grave, nonostante la grande nuvola bianca che si è levata in cielo a metà giornata abbia creato un bel po’ di scompiglio e altrettanto allarme sia a Scarlino che a Follonica. In quei giorni infatti la Tioxide ha riacceso il forno di calcinazione, dopo una fermata programmata e necessaria per la produzione del biossido di titanio, con «conseguente significativo picco di biossido di zolfo e relativa attivazione di un by-pass dei reattori». La nota spiega anche che «tale condizione può portare ad ipotizzare, oltre alla notevole presenza di biossido di zolfo, anche una notevole presenza di anidride solforica emessa dalla ciminiera». E se consideriamo poi che quel giorno c’era un vento molto debole, l’Arpat avanza la sua ipotesi: «queste condizioni, concomitanti con la ripartenza del forno 01, sono compatibili con un possibile schiacciamento a terra del pennacchio della ciminiera di emissione dei fumi di calcinazione e, quindi, con la nube osservata nella zona proprio in quel periodo».(a.f.)
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