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Incentivi se adotti un cane E su Fb infuria il dibattito

di Paola Tana

MONTE ARGENTARIO. Cinquanta euro al mese per tre anni da destinare a quattro cittadini che adottano una cane randagio. Le decisione dell’amministrazione comunale è stata resa nota da pochissimi...

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MONTE ARGENTARIO. Cinquanta euro al mese per tre anni da destinare a quattro cittadini che adottano una cane randagio. Le decisione dell’amministrazione comunale è stata resa nota da pochissimi giorni e ha già sollevato ampio dibattito.

Da una parte i cinofili e gli animalisti in generale che esultano per questo incentivo a prendere con loro cani altrimenti destinati a una struttura che, per quanto ben attrezzata, non può mai garantire l’affetto e il calore di una “famiglia di umani”.

Tutto bello e pure giusto se non fosse per un “piccolo particolare”: in questo periodo di crisi economica - dice qualcun altro - si sprecano le categorie che avrebbero bisogno di un aiuto finanziario.

Insomma, politiche sociali al centro di un fitto dibattito che scaturisce da una domanda. Come destinare i soldi che in Comune ha in cassa, appunto, per il sociale?

La discussione è una delle più interessanti tra quelle che stanno animando le pagine di Facebook. I primi a inalberarsi di fronte al sussidio pro-cani sono stati gli invalidi di cui si è fatto portavoce il Pd. Perché loro sono obbligati a pagare regolarmente i parcheggi. E si ricorda che nel 2011 venne indirizzata a sindaco, prefetto e Procura una petizione con oltre 1300 firme di cittadini, disabili compresi, caduta nel vuoto, per regolamentare diversamente i parcheggi.

E poi ci sono i disoccupati per i quali, incalza il Pd, non si fa nulla per trovare un lavoro, «anche attraverso delle convenzioni con i settori formazione delle associazioni di categoria e con le altre istituzioni. Quando parlavamo di incubatori di imprese e di start up - scrivono da sinistra - molti ci hanno snobbato, ma sarebbe stato anche quello un veicolo per promuovere l’iniziativa».

Un’idea astratta? Per nulla, c’è chi riporta la sua esperienza personale circa il prestito d’onore negato per iniziare una nuova attività. .

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