Il Tirreno

Grosseto

Bandierine fluorescenti per allontanare gli storni

di Fiora Bonelli
Bandierine fluorescenti per allontanare gli storni

Vigneti devastati dagli uccelli e pochi spiccioli per pagare i danni agli agricoltori L’alternativa è il cannone per spaventare gli animali, ma l’Ati non lo fornisce

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CASTEL DEL PIANO. Bandierine colorate per impaurire gli uccelli e sapone per i caprioli. Reti elettrificate per i cinghiali solo a condizione di avere la rete. Risarcimenti minimali. Agricoltura a rischio, nell’Amiata grossetana, per le continue predazioni da parte di uccelli e di attacchi degli ungulati. E in questo periodo in particolare sono gli storni a farla da padroni, distruggendo il paziente e durissimo lavoro di chi da quelle vigne voleva ricavarci uva per farne vino. Una storia che colpisce molti e non sono molte le pratiche da seguire per fermare il saccheggio. Il più efficace pare essere il cannone. Innocuo, s’intende, che fa solo uno sparo a tempi stabiliti. Ogni 10-20 minuti, a discrezione dell’agricoltore. Ma il cannone disturba i vicini e soprattutto se vi sono agriturismi nei paraggi, sono dolori. Le lamentele sono assicurate. Ma non vi è legge che norma questo tipo di marchingegno e così per adesso, chi lo possiede, è salvo. Chi lo usa se l’è comprato. Infatti fra gli strumenti forniti dall’Ait il cannone non è compreso.

L’associazione, e per contrastare i temibili uccelli fornisce, a domanda, solo delle “bandierine di filo fluorescente” che, come dicono tutti gli intervistati, non sortiscono alcun effetto. C’è chi racconta che a giugno, andato a raccogliere le ciliegie, ha trovato i ciliegi completamente saccheggiati. E così le viti. Con migliaia di euro di perdita secca. «Avere vigne e olivi adesso - dice sconsolato un agricoltore - è un continuo salasso. Storni che decimano i grappoli, lasciandoci giusto gli scheletri e prima di loro cinghiali e caprioli. I primi devastano letteralmente le vigne e gli oliveti, i secondi fanno seccare le piante strusciandovi le corna. Rimedi? Sapone di Marsiglia, fornito dall’Ait, per i caprioli che dovrebbero essere nauseati dall’odore del sapone. Ma non è così. Il sapone è un palliativo e basta. Fili elettrici per i cinghiali, ma anche questo è il solito trabocchetto. Infatti quei fili vengono dati gratuitamente solo a chi ha nel suo fondo la corrente elettrica: «Io - spiega Renzo Bonelli - non ce l’ho e dunque mi sono comprato batterie e fili per fermare l’ingresso dei cinghiali nella proprietà. Insomma spese su spese con esiti incerti e parziali. Il territorio è pieno di animali selvatici e noi siamo in perdita. Non siamo in grado di arginare i danni». Bonelli descrive un quadro davvero complesso: «Qua intorno si sentono risuonare colpi di cannone, sventolare bandierine, friggere fili elettrici. Senza contare le altre specie di animali da cui ci dobbiamo guardare. Tutte specie protette, come vipere e lupi o predatori vari. La situazione è insostenibile. Io, per gli storni andrò a chiedere i danni, ma mi verrà rimborsata un’inezia».

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