Il Tirreno

Grosseto

CONTENZIOSO da 17 MILIONI

Lo Stato si oppone e non salda il debito con la Maremma

Lo Stato si oppone e non salda il debito con la Maremma

GROSSETO. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze non ci sta. Nei giorni scorsi a Roma il Governo ha deciso di fare opposizione al decreto ingiuntivo da 17 milioni di euro firmato a giugno da...

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GROSSETO. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze non ci sta. Nei giorni scorsi a Roma il Governo ha deciso di fare opposizione al decreto ingiuntivo da 17 milioni di euro firmato a giugno da Fernando Prodomo, giudice del Tribunale di Firenze, decreto che obbliga lo Stato a onorare il mega-credito nei confronti della Provincia di Grosseto. Una montagna di denaro che Mef e Ministero dell’Interno, tra il 1997 e il 2006, hanno dimenticato di trasferire in Maremma e che ora devono pagare. La prossima udienza, in questo insolito contenzioso, è fissata per il 20 gennaio 2015.

Il presidente della Provincia Leonardo Marras su questa vicenda è sempre stato inflessibile. «Andremo in fondo, quei soldi ci spettano e arriveranno», dice. «Il fatto che l’ente cambierà fisionomia e vertici non mi preoccupa: 17 milioni allo Stato non glieli lasciamo. Non stiamo parlando di spiccioli ma di denaro che serve, che ci spetta per legge, in parte già impegnato. Chi verrà dopo di me questi soldi deve averli e spenderli sul territorio».

Si tratta di una storia buffa, molto italiana, una controversia che il Tirreno ha raccontato fin dall'inizio, attraverso gli atti _ un corposo fascicolo _ che spiegano come e perché è nato un debito di questa portata. Nel febbraio del 2013, Marras aveva dato l’annuncio. «Ci costituiamo in giudizio contro lo Stato per recuperare un credito imponente (17 milioni), figlio degli esercizi di bilancio antecedenti alla mia gestione».

L’ex ministero del Tesoro ha accumulato il debito nel periodo che va dalla seconda metà degli anni Novanta al 2006. Una cifra che nei bilanci di Palazzo Aldobrandeschi viene inserita da sempre alla voce «mancati trasferimenti erariali». Nessun dubbio sui conteggi. È lo stesso sito del Ministero dell’Interno, nelle pagine web sulla finanza locale, che definisce la posizione creditoria di ciascun ente. La nostra Provincia, peraltro, non è l'unica a vantare crediti milionari.

Tecnicamente la questione non è semplice da spiegare. C’è una legge, la 449 del 1997, che dispone un complicato meccanismo di regolamentazione dei flussi erariali tra il ministero del Tesoro e gli enti locali. Lo Stato, però, con alcuni enti si è dimostrato un padre ingrato.

In pratica, con l’obiettivo di ridurre le giacenze degli enti soggetti all’obbligo di tenere disponibilità liquide nelle contabilità speciali o in conto corrente con il Tesoro, i pagamenti a carico del bilancio dello Stato vengono effettuati al raggiungimento dei cosiddetti “limiti di giacenza”. Una disposizione che vale per le Province con più di 400mila abitanti e i Comuni con più di 60 mila residenti. Per altre categorie di enti, come la Provincia di Grosseto, invece, questi limiti non hanno mai trovato applicazione. Così l’amministrazione _ all'epoca guidata da Lio Scheggi _ si è ritrovata a non introitare, alle scadenze predeterminate, quasi 17 milioni di euro. Tra 5 mesi il verdetto definitivo.

Gabriele Baldanzi

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