Il dolore
La vittoria è biancoceleste
Le granocchie di Porta Senese accolte all’arrivo dal boato dei contradaioli
PAGANICO. I tifosi del Rione Porta Senese hanno accolto con un boato la vittoria della loro contrada nella XXXVIII edizione del Palio della Granocchia e, dopo sei anni di attesa ne hanno riscritto il nome sull'albo d'oro della manifestazione. È stata una stupenda corsa guidata quasi dall'inizio_solo uno scatto iniziale di Davide Marzocchi di Porta Gorello all'avvio aveva ingannato il pubblico_dalla carretta con i vessilli biancocelesti del fantino Davide Draghi abile a distaccare di diversi metri il secondo classificato, Niccolò Monaci del Rione Centro_che aveva l'opportunità di raggiungere il “tris” consecutivo di palii vinti_ed il terzo, Davide Marzocchi per Porta Gorella. Ultimo classificato, con un maggior margine rispetto al “granocchiaio” del rione Centro, Fabio Piccioni per Porta Grossetana. Una volta giunti al traguardo di corso Fagarè i fantini e le rane, è lievitata l'attesa dei tifosi che stazionavano sotto il balcone del palazzetto comunale di Paganico per il verdetto della giuria preceduto, come da regolamento, dal controllo del veterinario per accertare la salute delle granocchie; da lì, l'uscita del sindaco Alessandra Biondi, che ha proclamato la vittoria di Porta Senese_confermando l'ordine di arrivo_seguita dalla calata dall'alto del palio (o cencio) e dalla festa dei contradaioli fatta di cori e di tanto entusiasmo.
Ma la gara è stata il coronamento di una giornata che, per tradizione, ha visto rispettare un ordine ben preciso di appuntamenti canonici, a partire dalla messa e dalla successiva benedizione all'aperto delle carrette da parte del parroco di Paganico, don Roberto Santi.
Quindi il provvisorio “rompete le righe” fino al primo pomeriggio, quando il canovaccio dei festeggiamenti si è riaperto con il corteo dei tamburini di Borgo Franco lungo le vie del paese a precedere la sfilata dei figuranti dei rioni, tutti bardati di lo stendardo e vestiti rappresentativi, al suono di tamburi e di mille colori che hanno reso particolare e suggestiva per la trentottesima volta questa prima domenica di settembre a Paganico.
Stefano Fabbroni
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