Finanza
La spending review tocca pure le Pro Loco
Marina, Roselle e Alberese: contratti formali e canoni di affitto per le sedi E a Grosseto si discuterà il futuro della troniera affidata all’associazione
GROSSETO. La “spending review” impone agli enti pubblici di ottimizzare le risorse e gli enti pubblici ottimizzano. Compreso il Comune di Grosseto, che ormai da tempo ha avviato una capillare ricognizione sul proprio patrimonio immobiliare per eliminare i rami secchi e mettere a frutto tutti gli spazi utili disponibili.
Così, dopo aver sistemato la non facile questione delle (ex) sale circoscrizionali, chiarendo chi sono i soggetti abilitati a usarle e a quali condizioni, ora la lente d’ingrandimento si punta sulle Pro Loco. Nel territorio comunale ce ne sono quattro: Marina, Alberese, Roselle e quella del capoluogo Grosseto. Tutte associazioni meritorie, tutte da anni con sede in strutture comunali occupate a titolo gratuito. Una situazione legata all’indiscussa utilità sociale dell’opera svolta dai vari sodalizi, in virtù della quale in passato gli affidamenti avvennero senza badare troppo alle formalità. Per questo oggi il Comune si trova a dover risolvere due diversi problemi. Il primo è quello di regolarizzare la presenza delle Pro Loco in quei determinati spazi, con veri e propri contratti sulla base dei quali – secondo problema – deve essere imposto anche un canone di affitto. Magari simbolico o poco più, come quello (700 euro l’anno) con il quale si è chiuso l’accordo con la Pro Loco di Marina, la prima ad aver chiuso la questione.
Ora tocca alla Pro Loco di Roselle (sede nelle sontuose Terme Leopoldine) e all’Alborensis (infopoint di piazza del Combattente di Alberese): una delibera di giunta del 2 settembre scorso dà mandato agli uffici competenti «di procedere alla definizione di appositi atti finalizzati alla locazione/concessione» delle aree in uso, «applicando canoni/tariffe congrui che tengano conto della natura delle attività istituzionali» svolte dalle Pro Loco stesse. Insomma, canoni quanto mai “calmierati”.
Più complessa invece appare la questione della Pro Loco di Grosseto, che da una quindicina d’anni “abita” (in virtù di un comodato d’uso gratuito a tempo indeterminato) una magnifica troniera delle Mura Medicee, quella di piazza del Popolo. Anche in questo caso non ci sarà certo problema a “regolarizzare il contratto” ma qui – specifica la stessa delibera – bisogna anche «definire la destinazione e l’utilizzo dell’attuale sede, nell’ambito del progetto, in corso di definizione, di riorganizzazione delle troniere» delle Mura. Insomma, come spiega l’assessore al Patrimonio Paolo Borghi, il Comune sta avviando un percorso per rendere tutte le troniere della Mura «fruibili e aperte al pubblico». Dunque a breve partirà il confronto per capire in che termini andrà scritto il contratto con l’associazione che ogni anno assegna il prestigioso Grifone d’Oro. (e.g.)
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