Il Tirreno

Grosseto

Contro i tagli nasce “Salviamo le pinete!”

Il gruppo annuncia esposti alla magistratura: «Le infestazioni di insetti e funghi sono solo un alibi»

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MARINA DI GROSSETO. La difesa della macchia mediterranea che costeggia il mare tra Principina e Castiglione della Pescaia da oggi ha un’arma in più. È nato “Salviamo le pinete!”, gruppo che non intende «assistere passivamente alla disgregazione d’un patrimonio unico, prezioso polmone di ossigeno e aria balsamica, riserva di frescura e mitigatore del clima, scrigno di biodiversità e formidabile attrattore turistico, parte della storia stessa, della cultura e dell’identità delle comunità».

Come primo atto l’associazione picchia duro, annuncia esposti alla magistratura e non solo. Tanti infatti, secondo il gruppo, i pericoli che mettono a repentaglio la vita delle pinete nostrane, «dagli incendi dolosi all’urbanizzazione crescente. Dalla penetrazione dei veicoli ansiosi di creare comodi parcheggi, all’uso di biocidi e diserbanti» sino a quelli che “Salviamo le pinete!” reputa tagli eccessivi e scriteriati.

In Maremma, l’ultima minaccia per le piante è costituita dal parassita infestante che attacca il pino marittimo. «Un problema che sollecita attenzione e cure, ma non giustifica certo la strage di alberi attualmente in corso». Insomma, la polemica è ancora tutta lì. Tutta centrata sull’abbattimento delle piante messo in atto (secondo gli amministratori) per cercare di contrastare l’avanzare della cocciniglia, ma (secondo gli ambientalisti) a dir poco eccessivo.

A parere di “Salviamo le pinete!” la presenza dei parassiti rischia d’essere quasi «un comodo alibi» per i tagli a raso. Dal gruppo ricordano come in passato molte volte vi siano state infestazioni periodiche «d’insetti e funghi dannosi». Ma si tratta di «fenomeni ciclici, che possono essere controllati e respinti con strategie ben diverse, non invasive ma selettive».

Per questi motivi il gruppo tira dritto, bolla come «illegittime» le procedure portate avanti dagli organi competenti e annuncia «motivati e documentati esposti alle autorità di controllo e alla magistratura».

Una mossa per cercare di fare «piena luce su un inammissibile scempio», un fatto che è già stato più volte «segnalato alla pubblica opinione e alle autorità competenti».

Per “Salviamo le pinete!”, nel caso della cocciniglia il pericolo potrebbe, invece, essere un’ottima occasione «per ricorrere a terapie oculate, attente alla conservazione e alla rigenerazione delle pinete».

Un’opera da mettere in piedi coinvolgendo nel progetto «tutto il sottobosco e gli ambienti retrodunali che sono parte essenziale di questo ecosistema».

Chiunque volesse contattare il gruppo può farlo tramite l’indirizzo email salviamolepinete@libero.it e il gruppo Facebook “Salviamo le pinete!”. Nei prossimi giorni – fanno sapere dall’associazione – è prevista l’attivazione di un sito web e la nomina degli organi dirigenti e rappresentativi del gruppo, compreso un ufficio stampa. (m.b.)

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