Attenzione
Tari più pesante per i negozi
L’attacco al documento arriva da Monica Faenzi che vota no
SCARLINO. Mancano quattrocentomila euro rispetto al previsto. Colpa dei mancati trasferimenti statali e dell’abrogazione dell’Imu, «che conferisce ai Comuni il ruolo di esattori», per dirla con le parole dell’assessore Francesca Mencuccini. Tredici milioni di euro è invece la spesa complessiva per il 2014, mentre gli investimenti ammontano a un milione e mezzo. Sono i numeri del bilancio di previsione di Scarlino, approvato nel consiglio comunale di giovedì con i soli voti della maggioranza.
L’opposizione guidata da Monica Faenzi infatti ha votato contrario, per diversi motivi. Ma c’è n’è uno in particolare: le nuove tariffe delle imposti comunali (Tasi, Imu e Tari). Secondo la minoranza, queste andranno a colpire i commercianti. Ma la maggioranza spiega: «la volontà è quella di agevolare le persone fisiche».
Il dibattitto si è incentrato soprattutto sulla Tari, la tassa sui rifiuti. È un caso particolare, quest’imposta, perché i costi del servizio sono totalmente a carico delle utenze. E nel 2014, c’è un incremento del costo di gestioni di circa centomila euro rispetto al 2013.
Tutto ciò, aggiunto alla differente ripartizione tra costi fissi e variabili, «ha avuto un’inevitabile ripercussione sulle tariffe con un notevole incremento della quota fissa (che incide maggiormente sui metri quadrati) ed una corrispondente notevole riduzione della quota variabile (che incide sulla produzione dei rifiuti)». Così recita la relazione dell’assessore. «L’aumento che registreranno alcune attività non domestiche (su cui incidono maggiormente i costi fissi) è dovuto a meccanismi ispirati al principio comunitario “chi inquina paga”». Stiamo parlando dei commercianti, appunto, che vedranno aumentare la tariffa di oltre il 10 per cento.
«Penalizzate le utenze non domestiche e quindi il tessuto economico delle piccole e medie aziende locali – tuona Faenzi su facebook - Nell'ambito di quest'ultime poi, il vero controsenso è che i negozi di abbigliamento, parrucchieri, fiorai, tabaccai e così via pagano di più delle banche e delle attività industriali con capannoni».
Un meccanismo ispirato anche dalle leggi nazionali e che oggi viene applicato anche a Scarlino. Ma la maggioranza ha spiegato la sua posizione in consiglio. C’è la tutela delle fasce deboli, il mantenimento dei servizi («che non è poca cosa oggi come oggi» ha detto il sindaco Marcello Stella) e il contenimento delle altre tariffe. L’Imu, ad esempio, è al 6 per mille per l’abitazione principale, andando poi a crescere a seconda dell’uso degli immobili. Poi c’è la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili, per cui sono previste una serie di esenzioni. E anche su questo l’amministrazione difende il suo operato. «Non solo abbiamo deciso di non applicare anche per questo anno l’Irpef – dicono Stella e Mencuccini – ma abbiamo anche deciso di esonerare gli agricoltori veri, quelli cioè che coltivano i loro terreni agricoli, dal pagamento della Tasi». (a.f.)
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