Finanza
Monitoraggio continuo per il Canale Solmine
SCARLINO. Ha preso il via il nuovo sistema di monitoraggio in continuo della tossicità delle acque nel Canale Solmine, quello dove finiscono i liquidi di scarto delle produzioni industriali del...
SCARLINO. Ha preso il via il nuovo sistema di monitoraggio in continuo della tossicità delle acque nel Canale Solmine, quello dove finiscono i liquidi di scarto delle produzioni industriali del Casone.
Un sistema di sonde per il rilevamento in continuo dei principali parametri chimico-fisici quali ossigeno, cloro attivo, ph, conducibilità, temperatura da parte della Nuova Solmine.
Il nuovo controllo è partito il primo luglio scorso e al momento non ha registrato nulla di anomalo. Il sistema è partito soprattutto dopo le diverse morie di pesci che si sono verificate in quella zona. Il momento decisivo comunque resta la moria del 2013, l’ultima. L’importanza di questa scelta la spiega l’Arpat in una nota. Infatti, a seguito delle indagini campioni, «non sono emersi, ancora una volta per i motivi sopra richiamati, le cause certe della moria – si legge - Le indagini hanno escluso tra le possibili cause un eventuale effetto dovuto alle acque reflue provenienti dal depuratore di Follonica ed hanno attribuito la responsabilità delle morie agli scarichi industriali delle aziende che operano all'interno dell'area industriale del Casone».
Così si è deciso di installare anche il nuovo sistema. Che però non è risolutivo.
Secondo l’Arpat infatti, questo «rappresenta soltanto uno strumento di conoscenza in più tra gli strumenti di controllo che, permettendo un controllo delle acque in concomitanza della crisi tossica, darà sicuramente un contributo significativo per la conoscenza dello stato dei luoghi e delle possibili cause di inquinamento, ma che non svolgerà alcuna azione preventiva per evitare le morie di pesci».
E in questo senso, conclude l’agenzia, «a questo punto è determinante curare in particolar modo la fase della trasmissione dei dati: tanto prima sarà possibile trasmettere l’allarme tossicità ad una struttura operativa aziendale in grado di intervenire in presenza di eventuali anomalie scatenanti l’effetto tossico nelle acque del canale, tanto più sarà possibile scongiurare o mitigare gli effetti dell'evento tossico».
Alfredo Faetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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