Il Tirreno

Grosseto

Tasse, Castel del Piano vara le nuove aliquote

di Fiora Bonelli
Tasse, Castel del Piano vara le nuove aliquote

La minoranza: «Una mazzata». Il sindaco: «Molte cose restano invariate» E sulla geotermia continuano gli approfondimenti con lo studio Viviani

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CASTEL DEL PIANO. Il consiglio comunale di Castel del Piano vara regolamenti e tariffe. Aperto da un saluto del sindaco al segretario comunale Ascione, che ha lasciato l’Amiata per Livorno, e da un augurio al geometra Pericci dell’ufficio tecnico, che sarà assente qualche mese perché volato in Perù per adottare due bambini, il consiglio comunale si è poi concentrato sul tema caldo all’ordine del giorno: le tasse.

Giudicate una vera mazzata dall’opposizione che ha votato sempre contro o, a tratti, si è astenuta e giustificate, invece, dalla maggioranza non così disastrose. Per la Tari (tassa sui rifiuti) «non ci sono sconvolgimenti – commenta il sindaco Claudio Franci – ma qualche novità come le riduzioni del 5% sulle abitazioni non residenti e il 5 per chi fa compostaggio con l’impegno del Comune di un controllo a campione. Ritocchi al ribasso per le utenze non domestiche».

Alzata di scudi di Ginanneschi e i suoi, mentre Flavia Borgoni dell’opposizione sottolineava che non si rispettava nemmeno la normativa europea che recita “Chi più inquina, più paga”, perché Castel del Piano fa pagare anche le case vuote e aumenta la tassa per le abitazioni con un solo componente. Il capogruppo di maggioranza Coppi evidenziava, invece, che la filosofia comunale era stata quella di sostenere le famiglie numerose e poco abbienti e auspicava la raccolta differenziata.

Definita una vera stangata dalla minoranza, anche la Tasi, con l’aliquota al 2,5 per la prima casa e l’1,2 per la seconda. Si cala all’1 per i fabbricati industriali e i capannoni. «Tutto invariato per le altre tariffe, come la mensa, i pulmini, l’occupazione di suolo pubblico», sottolinea Franci.

E ancora protagonista del consiglio la geotermia di Montenero: «Abbiamo presentato contro il progetto Gesto le prime osservazioni a luglio in Regione – chiariva Franci – e ad agosto al ministero dell’Ambiente. Ci è stata parzialmente accordata la richiesta di accesso agli atti e abbiamo rinnovato la convenzione allo studio Viviani per continuare ad approfondire il problema. Sappiamo che la giunta regionale, su iniziativa di Anna Rita Bramerini, ha presentato una proposta di modifica del piano di sviluppo energetico che tuteli le zone vocate all’agricoltura di qualità e abbiamo chiesto l’attivazione nel piano paesaggistico di ulteriori vincoli per tutelare i nostri territori agricoli».

Accanto ai temi di interesse comprensoriale, la minoranza introduceva temi più particolari per Castel del Piano. Sandro Ginanneschi richiamava l’attenzione del consiglio alla necessità di opere di manutenzione del paese: «Il muro del tennis – ricordava – dove nascono piante di alberi ad alto fusto che ne compromettono la stabilità, la pulizia della fontana di piazza Garibaldi, l’orto botanico diventato un groviglio di erbacce. Sono biglietti da visita del paese e continueremo a ricordarlo a codesta amministrazione».

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