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Grosseto

Monumento danneggiato L’ira di Bonifazi

GROSSETO. «Qual è il senso di un atto così deplorevole come il furto di una parte di un monumento? Quanto guadagno si potrà mai avere da un’ancora in ghisa al punto di sottrarla da un luogo deputato...

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GROSSETO. «Qual è il senso di un atto così deplorevole come il furto di una parte di un monumento? Quanto guadagno si potrà mai avere da un’ancora in ghisa al punto di sottrarla da un luogo deputato al ricordo e alla memoria?». Se lo chiede, e lo chiede agli autori del gesto, il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi, commentando l’episodio accaduto in via Etiopia. Un episodio non certo isolato, ricorda il sindaco, e che pure – come tutti gli altri _ lascia «rammarico e sgomento. Rubare è di per sé un reato; rubare da un monumento è un atto vile e incivile. Il cippo ai caduti di Nassiriya è stato profanato per ben tre volte, non si contano più gli atti vandalici al monumento al Parco della rimembranza, ora l'ancora in onore del sottotenente di vascello Leonardo Madoni. Per non parlare dei danneggiamenti, ripetuti, al patrimonio pubblico (le Mura, il Maiano, le statue a Ettore Socci e a Garibaldi, ecc.)».

Che fare? Bonifazi evidenzia come «riempire la città di telecamere» potrebbe non essere una misura sufficiente per fermare i balordi e sottolinea il significato particolarmente offensivo e spregevole del danno a un monumento, in special modo se commemorativo.

«L’ancora sarà ripristinata _conclude il sindaco _ come è stata ripristinata, a più riprese, la lapide ai caduti di Nassiriya e come è stato risistemato il monumento al Parco della rimembranza. Rimane la ferita di una memoria violata e di valori calpestati con tanta facilità».

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