Sicurezza
«Mi dispiace per la maestra ma non può insegnare»
GROSSETO. «Vorrei che fosse chiara una cosa. A me dispiace dal punto di vista umano per lei. Ma questa donna ha delle difficoltà, non è in grado di insegnare ad di là degli episodi contestati: i...
GROSSETO. «Vorrei che fosse chiara una cosa. A me dispiace dal punto di vista umano per lei. Ma questa donna ha delle difficoltà, non è in grado di insegnare ad di là degli episodi contestati: i bambini non riescono ad andare avanti con il programma. Doveva essere assegnata a un’altra mansione, non può confrontarsi con i bambini».
È la voce di un’altra mamma, che ha la figlia nella classe della maestra indagata. Più comprensiva, ma comunque decisa a garantire alla sua bambina un’istruzione adeguata: «Si vede dai programmi che venivano svolti, o meglio non svolti. La maestra si limitava a far copiare delle pagine, in classe. Assegnava delle schede da fare, ma non spiegava come. E i bambini erano disorientati. Chi l’ha sostituita ha cercato di recuperare. Noi abbiamo scritto alla direzione didattica per chiedere più vigilanza sui programmi svolti».
La donna ripercorre alcuni degli episodi, così come le sono stati raccontati dalla figlia: «La maestra diceva che aveva dei gran mal di testa e non poteva fare lezione. Raccontava di un folletto che faceva sparire le matite ai bambini che fossero stati cattivi. Diceva che dietro alla lavagna era nascosta una telecamera collegata alla preside che dunque avrebbe visto chi si comportava bene e chi no...».
La bambina aveva paura? «No, mia figlia no. Ma poi dipende molto dai bambini. C’è chi, a 8 anni, non è abituato a dormire con la tapparella tirata giù: e quando la maestra lo faceva, c’era chi urlava. Ma dipende dai bambini. Le racconto questo: una volta la maestra si era messa a litigare di brutto con un bambino e lei si mise poi a piangere, chiedendo scusa. Alcune delle bambine, tra cui mia figlia, andarono alla cattedra a consolarla... Ecco, questo è un episodio significativo, secondo me».
(p.s.)
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