Il Tirreno

Grosseto

Gatti all’ex Ilva, i veleni sono in Procura

di Paola Villani
Gatti all’ex Ilva, i veleni sono in Procura

«Nessun animale ucciso», assicura il Comune. Che, aggredito sui social, sporge denuncia per procurato allarme

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FOLLONICA. Giallo sui gatti avvelenati all’interno dell’Ilva: per il Comune il fatto non sarebbe mai accaduto, mentre la donna che lo ha segnalato continua a dire che una ventina circa dei suoi mici sono stati uccisi con del veleno.

Ieri mattina alle dodici e trenta l’assessore con delega alla tutela degli animali, Mirjam Giorgieri, ha convocato una conferenza stampa urgente per fare chiarezza sulla vicenda che sta facendo discutere molti follonichesi sui social network e non solo.

«Vogliamo dare informazioni precise su un fatto che ha contorni molto gravi _ spiega Giorgieri _ perché su Facebook sono state scritte dichiarazioni anche con toni minacciosi e pesanti. Rassicuriamo i cittadini: all’interno dell’Ilva non sono stati trovati corpi dei presunti gatti uccisi da un veleno. L’Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali), a cui sono state affidate le colonie feline follonichesi da qualche mese, si è subito mossa per verificare la veridicità dell’accaduto, così come l’amministrazione comunale che ha mandato sul posto dell’annunciato avvelenamento alcuni agenti della municipale e degli operai di una ditta specializzata nella rimozione delle carcasse di animali. Non è stato trovato niente di sospetto: gli unici due gattini con problemi respiratori sono in via di guarigione. Per questo abbiamo deciso di segnalare alla Procura di Grosseto quanto accaduto: il procurato allarme ha suscitato preoccupazione e toni minacciosi, per questo abbiamo riferito tutto alla magistratura».

Come spiegato dal dirigente Gemma Mauri, la signora che ha raccontato il fatto su Facebook è stata dalla stessa funzionaria (sempre sul web), invitata più volte ad andare in municipio per denunciare quanto accaduto.

«Alle mie domande non ha dato risposte soddisfacenti _ spiega Mauri _ Abbiamo fatto delle verifiche, ma non è stata fatta nessuna denuncia ai carabinieri, alla municipale o all’Asl. Non sono stati portati ad analizzare animali deceduti all’istituto zooprofilattico di Grosseto, che fa le autopsie gratuitamente in casi simili. Il creato allarme ha provocato incertezza e preoccupazione nei follonichesi: qui si tratta della sicurezza degli animali, ma anche dei bambini, che magari giocando possono venire a contatto con veleni o altro. Vogliamo quindi fare chiarezza e dire che non c’è nessun pericolo».

Dentro l’Ilva ci sono due colonie feline registrate regolarmente in municipio di cui si occupano dei volontari e che sono in concessione all’Oipa da giugno: in tutto a Follonica queste aree protette sono 16. Come spiegano dall’organizzazione quei gatti non dovevano essere lì: quando gli animali randagi sono più di cinque allora già dovrebbe esistere una colonia. L’invito dell’amministrazione nei confronti di chi viene a conoscenza di avvelenamenti o azioni illecite nei confronti degli animali, è di non scrivere quanto accaduto sui social network, ma di segnalarlo al municipio, agli enti preposti o all’Oipa stessa.

«Scrivere su Facebook come in questo caso provoca reazioni disparate _ dicono ancora dal Comune _ C’è chi ha già parlato di ronde, altri hanno usato toni minacciosi, altri ancora sono preoccupati per i loro animali. Prima di scrivere certi post è necessario informare gli organi competenti, così che possano essere avviate le indagini del caso».

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