La protesta
Dalla fermata del bus al duomo Massa dichiara guerra agli insetti
MASSA MARITTIMA. I nonni facevano alla svelta: accendevano una fiamma su un fazzoletto di carta, lo mettevano sotto il nido e aspettavano che i calabroni scappassero via. Dopodiché, distruggevano la...
MASSA MARITTIMA. I nonni facevano alla svelta: accendevano una fiamma su un fazzoletto di carta, lo mettevano sotto il nido e aspettavano che i calabroni scappassero via. Dopodiché, distruggevano la tana e se ne stavano tranquilli finché il nido non veniva ricostruito. Semplice, veloce.
Al tempo della burocrazia che tutto sorveglia, però, non è più possibile usare questi metodi. Così capita che un Comune, per liberare una pensilina di attesa dei bus da un nido di calabroni debba procedere a una gara di affidamento. Anziché bruciare quel foglio, lo compila e lo pubblica (elettronicamente) per cercare un esperto capace di fare il lavoro. Certo, verrà un lavoro ben più curato, con una disinfestazione ad hoc che difficilmente permetterà di vedere nuovamente lì il nido. Però intanto i calabroni se ne sono stati tranquilli fino alla fine dell’iter.
Tutto questo succede a Massa Marittima, ma legge alla mano potrebbe accadere ovunque. I dipendenti comunali sono sempre meno e talvolta serve avere strumenti specifici (come veleni, spray e quant’altro) per risolvere un problema. Strumenti che i Comuni non possono andare a comprare nei negozi come chiunque altro perché devno seguire le procedure. È la legge.
La Città del Balestro ultimamente di grattacapi simili ne ha più d’uno: negli ultimi giorni, ha dichiarato guerra agli insetti. Non solo ai calabroni, ma anche a quelli alati che infestano il cortile del Duomo. Una strana battaglia, seppur richiesta, che viene a costare quasi duemila euro.
Il problema più urgente, o almeno il più sentito dai cittadini che aspettavano il pullman con il rischio di un “pinzo” doloroso, è stato a Prata. In piazza Guerrazzi infatti, nella pensilina, questi insetti avevano formato un nido ben articolato che terrorizzava chiunque saliva o scendeva dai bus. Figuriamoci chi doveva aspettare.
Il Comune quindi si è dato da fare ma non aveva gli strumenti necessari. Perciò si è dovuto rivolgere al mercato. E la legge prevede che «le amministrazioni per l’acquisto di beni e servizi con spese di importo inferiore alla soglia di rilievo comunitario – si legge nella determina - debbano avvalersi di Consip spa attraverso l’adesione a convenzioni e MePA o al sistema telematico messo a disposizione alla centrale regionale».
Bei tempi quelli del fazzoletto bruciato. L’incarico comunque è stato affidato a una ditta grossetana che con poco più di 200 euro ha risolto il problema. Ben più caro costerà il monitoraggio degli insetti alati che si aggirano nel museo d’arte sacra nel complesso di San Pietro all’Orto. Qui il lavoro, che sarà svolto ogni due mesi, è affidato a una ditta specializzata di Pisa, che riceverà un compenso da 1.170 euro. E meno male che si tratta solo di insetti.
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