Rubata l’ancora in ghisa del monumento al soldato
GROSSETO. Qui in fondo a via Etiopia, accanto alla targa che ricorda il sacrificio di un soldato della Seconda guerra mondiale, morto nel 1941, dal dicembre 2007 - giorno dell’inaugurazione del...
GROSSETO. Qui in fondo a via Etiopia, accanto alla targa che ricorda il sacrificio di un soldato della Seconda guerra mondiale, morto nel 1941, dal dicembre 2007 - giorno dell’inaugurazione del monumento - c’era un’ancora in ghisa, alta un metro e dieci. Adesso, da qualche giorno, non c’è più. Sparita, rubata, comunque sottratta da chi ha pensato bene di portarla via, magari per farne un uso personale in salotto, magati per cercare di rivenderla.
Qualunque sia stato il motivo, il gesto non è andato giù al presidente dell’Unuci - l’unione ufficiale in congedo - che aveva voluto fortemente il monumento dedicato al mancianese Leonardo Madoni. E naturalmente a tutti coloro che avevano collaborato all’iniziativa, a partire dai parenti. «Era saldata - il presidente Giancarlo Indiati - ed era una donazione della famiglia Rispoli di Porto Ercole. È stata tolta con uno scalpello o qualcosa del genere. Ne rimetteremo un’altra ma questo gesto ci ha lasciato dispiaciuti, anzi indignati».
Ma doni era un sottotenente di vascello, osservatore della Marina militare, morto in seguito alle ferite riportate in un attacco aereo durante un volo di esplorazione sul Mediterraneo. Medaglia d’oro e d’argento al valor militare, era stato individuato dall’Unuci come meritevole della stele. Nel 2014 si ricorda il centenario della sua nascita.
(p.s.)
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