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«Il sindaco ha calpestato le regole democratiche»

«Il sindaco ha calpestato le regole democratiche»

PORTO SANTO STEFANO. Il gruppo consiliare “Noi per l’Argentario” fa sentire la sua voce dopo la seduta del 1° settembre che ha visto l’approvazione del bilancio di Monte Argentario e la fissazione...

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PORTO SANTO STEFANO. Il gruppo consiliare “Noi per l’Argentario” fa sentire la sua voce dopo la seduta del 1° settembre che ha visto l’approvazione del bilancio di Monte Argentario e la fissazione delle aliquote. Una voce dal timbro battagliero, che accusa il sindaco di aver «calpestato le più elementari basi della democrazia ricattando i consiglieri del nostro gruppo». La maggioranza – afferma il gruppo di opposizione - «ha continuato nel suo “non rispondo” e “non riconosco” in relazione alla figura di noi quattro consiglieri di opposizione Azelio Bagnoli, Viviana Lauro, Anna Poggioli, Danilo Cerulli», che aggiungono: «come in teatrino di periferia, il gruppo di maggioranza obbedisce al sindaco, e quando qualcuno disobbedisce, si sospende il consiglio per serrare i ranghi e ripassare la lezione. Questo è accaduto nella seduta del 1° settembre dove ancora volta – afferma il gruppo di minoranza - si è voluto mischiare questioni personali a questioni pubbliche. E fa comodo alla maggioranza contrastare le opposizioni in un consiglio dove si sono aumentato le tariffe». Noi per L’Argentario prosegue spiegando che «per ammissione dello stesso assessore Capitani, stiamo pagando un servizio di differenziata che non viene effettuato. Perché, quindi, ostinarsi a sostenere un servizio costoso ed inefficiente? Come si fa - continua il gruppo consiliare - a sostenere un bilancio che si basa sulla previsione di entrate costituito da vendite di immobili per due milioni di euro entro fine anno, quando siamo a settembre e non abbiamo venduto nulla. Come verranno finanziati i lavori in programma? Verificheremo all’approvazione del bilancio consolidato. Porto Ercole - si legge nel comunicato – ha la struttura sportiva del polivalente chiusa ormai da un anno. Qualcuno deve fare doposcuola di gare di appalti, preso atto che neanche un mentecatto avrebbe partecipato ad una gara - conclude Noi per l’Argentario - dove si devono fare 100mila euro di lavori, pagare 29.500 annui e dopo quattro anni rendere la struttura al Comune».

Renzo Wongher

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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