Il Tirreno

Grosseto

Case per giovani e anziani all’ex Ilva

di Paola Villani
Case per giovani e anziani all’ex Ilva

Il Comune torna alla carica con lo Stato per l’acquisizione dell’intera area che costa di affitto 32mila euro per tre mesi

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FOLLONICA. Mentre dalle casse comunali escono 32mila euro per tre mesi di affitto dell'ex Ilva, il Comune riapre il dialogo con lo Stato per acquisire l'area.

Follonica e il suo centro storico, continua l'iter burocratico per farlo tornare nelle proprietà comunali: un percorso lungo e complicato portato avanti dalla scorsa legislatura e che continua ad essere una delle priorità dell'attuale amministrazione.

Da mesi oramai, è aperto un confronto sull'argomento tra il municipio e gli enti statali coinvolti in questo passaggio: lettere, riunioni, richieste e progetti, ancora però nulla di certo si intravede all'orizzonte. Doveroso un passo indietro: il 20 luglio 2010 è stato sottoscritto l'atto di concessione per 50 anni dell'Ilva a favore del Comune di Follonica, come da richiesta dell'ente stesso. L'agenzia del Demanio nel dicembre del 2011 ha comunicato il canone definitivo per l'affitto dell'intero bene, pari a 182.685 euro annui, anticipando la richiesta delle indennità di conguaglio fra quanto ad allora versato e quanto effettivamente dovuto dal Comune di Follonica per l’utilizzo dell'immobile. L'ultimo versamento in favore dello Stato è avvenuto un mese fa quando, dopo richiesta del Demanio, il municipio del Golfo ha stanziato 32mila euro circa del bilancio corrente, per il canone dal primo agosto al trenta novembre dell'area. Questo ciò che è accaduto negli ultimi quattro anni, dal momento cioè della firma della autorizzazione cinquantennale. L'intenzione della passata e dell'attuale amministrazione è un'altra: acquisire completamente l'immobile, così da non dover pagare più affitti e nello stesso tempo poter disporre senza intermediari degli edifici del complesso, tra l'altro interessati in gran parte da una riqualificazione costata svariati milioni di euro. «Sono ripresi in questi giorni i contatti con le Belle Arti dopo la pausa fisiologica dovuta al periodo elettorale – spiega l'assessore al patrimonio, Alberto Aloisi – È nostro interesse avere il pieno possesso di questi beni, considerati anche i progetti relativi al Piuss, che a breve riconsegneranno alla città altri due edifici di grande valore storico e sociale (le Fonderie). Presto dovremmo presentare un progetto sull'ex Ilva, dove dovranno essere inseriti anche gli aspetti economici e finanziari, sempre in vista di acquisire il complesso dallo Stato. Non è un processo facile: quando due enti si interfacciano i tempi sono sempre lunghi. Ma resta il fatto che in vista di una riqualificazione totale della città fabbrica il Comune continuerà il dialogo con gli enti preposti per acquisire definitivamente l'Ilva».

Il Piuss (Piani urbani di sviluppo sostenibile) attraverso cui sono stati finanziati i lavori sia per il recupero di alcuni edifici della città fabbrica, che per la riqualificazione dell'ex ippodromo, così come le acquisizioni dallo Stato, devono avere di fondo un valore sociale, come spiega lo stesso Aloisi, altrimenti i fondi e i passaggi di proprietà non vengono approvati.

Da qui anche l'idea proposta dal sindaco Andrea Benini, di attivare per gli alloggi interni all'area, la formula dell'housing sociale, cioè destinare quegli appartamenti a chi, come giovani coppie, o single, non riesce ad accedere al mercato immobiliare.

Ma tutto dipende dall'ok dello Stato: quando l'iter vedrà finalmente una conclusione allora l'amministrazione potrà iniziare a fare piani più ampi, che interessino l'intera città fabbrica e il suo futuro e non solo alcune sue parti, come accaduto negli ultimi tempi.

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