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Grosseto

Prc all’attacco di politica e sindacati

Prc all’attacco di politica e sindacati

La federazione di Grosseto entra a gamba tesa nella discussione: «Escano dall’ipnosi volontaria»

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SCARLINO. Colpa della società, che si è messa in regola solo dopo l’intervento della Procura. Colpa della politica, che non ha vigilato come avrebbe dovuto. E colpa dei sindacati interni allo stabilimento, che hanno ignorato «totalmente la problematica e non attivandosi per risolverla».

La federazione di Grosseto di Rifondazione Comunista entra a gamba tesa sulla vicenda della Nuova Solmine, allargando il banco degli imputati anche alle sigle che operano nell’industria. «Questa negligenza mette a repentaglio i posti di lavoro non solo della Nuova Solmine, ma anche di Tioxide, primo acquirente di acido solforico necessario al suo ciclo produttivo - si legge nella nota Prc – Il lavoro si conserva anche mantenendo i cicli produttivi efficienti e all’avanguardia».

Sono duecento i dipendenti che lavorano direttamente alla Solmine, senza contare l’indotto e la produzione della Tioxide. Una mole discreta in termini di occupazione, che sembra paventare il rischio di aprire «nell’Alta Maremma una grave possibilità di vertenza a cui la politica, ad ogni livello non ha saputo e non ha voluto imporre linee guida», continua la nota. E colpisce come adesso siano stati tirati in ballo i sindacati proprio da una forza politica che ha nella rappresentanza dei lavoratori uno dei sui cardini più forti.

Sotto questa luce, c’è da annotare come all’interno delle rsu e rsl Solmine manchino quelle sigle da sempre maggiormente collegate alla sinistra. La Cgil, per intendersi, così come la Uil, non ha presentato liste all’ultime elezioni del 2012.

Le rsu Solmine sono composte al sessanta per cento dall’Ugl e per il resto dalla Femca Cisl. Detto questo, nella nota Prc non c’è alcun riferimento ai singoli sindacati, ma soltanto un richiamo generale per sventare questa crisi prima che esploda, tenendo al centro dell’azione il rispetto di leggi e ambiente.

«Siamo di fronte all’ennesimo esempio d’un contenzioso che, per la sistematica incapacità della politica, talmente evidente da far pensare a vera e propria connivenza, finisce per degenerare nella doverosa azione giudiziaria – chiude l’intervento - Chiediamo l’immediata uscita da questo prolungato stato d’ipnosi volontaria, da parte dei politici e di tutti i responsabili di questa grave situazione senza precedenti, affinché i lavoratori non abbiano a pagare colpe che assolutamente non hanno». (a.f.)

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