Il Tirreno

Grosseto

«I Comuni intervengano sulla Solmine»

di Alfredo Faetti
«I Comuni intervengano sulla Solmine»

La richiesta arriva alle amministrazioni di Follonica e Scarlino. M5S: «I sindaci non cedano al ricatto occupazionale»

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SCARLINO. Le opposizioni incalzano sindaci e giunte sul caso Nuova Solmine. Lo hanno già fatto a Scarlino, dove la capogruppo Monica Faenzi ha chiesto a Marcello Stella un consiglio comunale aperto per discutere sulle vicende venute a galla che riguardano l’impianto della famiglia Mansi. E ora la stessa richiesta arriva a Follonica, firmata (con due note distinte) da Forza Italia e il Movimento Cinque Stelle. Chiedono «un’assemblea aperta», con tanto di partecipazione dei tecnici, ma anche quali siano le iniziative che l’amministrazione vuole prendere dopo la denuncia degli ambientalisti circa lo sforamento dei parametri nelle emissioni di anidride carbonica. «Il caso non deve lasciare indifferente l’amministrazione del golfo, l’unica finora a non aver preso posizione su quanto accaduto» dice il consigliere Fi Sandro Marrini. Perché se da una parte lo scarlinese Stella ha già chiesto pubblicamente chiarimenti alla società, dall’altra il collega Andrea Benini ancora non ha battuto un colpo sulla vicenda. Forse lo farà nel corso dell’assemblea aperta insieme al suo assessore all’Ambiente Mirjam Giorgeri, chiamata anche lei in causa dalle opposizioni. Vedremo se la proposta appena recapitata andrà in porto. Diverso il discorso a Scarlino, dove la richiesta di un consiglio comunale aperto è arrivata poco dopo la denuncia. L’amministrazione Stella, in questo senso, sta facendo tutte le verifiche del caso prima di decidere su un eventuale convocazione, mettendo insieme il materiale necessario che riguarda queste materie. La filosofia è quella di riunire maggioranza, opposizioni, comitati e cittadini solo se ci saranno contenuti per mettere in piedi una discussione costruttiva, altrimenti non se ne farà di nulla. Sulle iniziative che prenderanno i rispettivi governi cittadini, poi, c’è da capire come potersi muovere. L’M5S a Follonica, ad esempio, dice precisamente cosa vorrebbe sentire dall’amministrazione Benini: «La giunta dovrà esporre quali saranno le azioni che intenderà prendere nei confronti della Solmine, se e quali informazioni il Comune ha richiesto in merito ai fatti accaduti» e soprattutto «decidere che ruolo Follonica avrà nei controlli della zona industriale del Casone, se destinata ad essere relegata ad una posizione marginale o invece considerarla come Comune sede d'impianto, visto che la nostra città subisce più di altri gli effetti della ricaduta delle emissioni inquinanti provenienti dal polo chimico». E qui ritroviamo una vecchia storia, che da anni si lega con le vicende del Casone: la collaborazione tra i due Comuni sulle politiche ambientali. I grillini lo dicono apertamente: «è indispensabile che Follonica e Scarlino condividano una politica di salvaguardia dell'ambiente e della salute pubblica senza cedere al ricatto occupazionale».

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